Per il vicesindaco Cannella, la toponomastica diventa uno strumento di identità e memoria: «Dedicare una strada a Fratel Biagio Conte significa consegnare alle future generazioni il ricordo di un uomo che ha reso Palermo più umana e solidale». Un concetto ribadito anche da Paolo Amenta e Mario Emanuele Alvano, presidente e segretario generale di ANCI Sicilia, che parlano di una presenza ancora viva, «un’eco discreta ma tenace nelle strade e nelle coscienze».
Ricordare Fratel Biagio Conte, oggi, non significa soltanto celebrarne la figura, ma raccoglierne il testimone. Continuare a camminare accanto agli ultimi, senza voltarsi dall’altra parte, perché – come lui ha insegnato – la speranza non è un’idea astratta, ma una scelta quotidiana.
