Palermo, le storie dei senza dimora arrivano al cinema: il 12 novembre “Prendi questa mano”
PALERMO – La perdita della casa, la precarietà economica, le difficoltà quotidiane e la speranza di ricominciare. Arriva al cinema “Prendi questa mano”, il documentario che racconta le vite delle persone senza dimora a Palermo, dando voce a chi affronta ogni giorno l’emergenza abitativa e l’esclusione sociale. Il film, scritto e diretto da Sofia Calderone e prodotto da Maghweb, sarà proiettato il 12 novembre alle 18.30 al cinema Rouge et Noir di Palermo e il 27 novembre a Verona.
Un racconto che intreccia storie personali, fragilità e desideri di autonomia, mostrando come la perdita di un’abitazione possa essere il risultato di difficoltà economiche, violenze, lavori precari e interruzioni dei sostegni sociali.
Le storie di chi ha perso una casa
Il documentario nasce dal lavoro di Maghweb, associazione che da sette anni documenta le condizioni di grave marginalità adulta.
Le riprese, iniziate nel 2023, si sono svolte nelle strutture di accoglienza, nelle strade, nelle abitazioni e negli spazi di comunità di Palermo.
Al centro del film ci sono le esperienze di Daniela, Nevena, Liboria, Alessandro e Nicola, persone con storie differenti accomunate dalle difficoltà di trovare o mantenere un’abitazione.
Daniela, sopravvissuta alla violenza domestica e a un tentato femminicidio, ha perso l’alloggio che era riuscita a trovare dopo l’interruzione dell’assegno di inclusione, che le ha impedito di continuare a pagare l’affitto.
Per Liboria e Nicola, invece, l’assenza di un lavoro regolare rende difficile fornire le garanzie economiche richieste dai proprietari degli immobili.
Nevena, che vive in Italia da trent’anni, deve fare i conti con problemi documentali che limitano anche la possibilità di raggiungere la Serbia per visitare la tomba del marito.
Storie diverse che mostrano quanto possa essere fragile il confine tra una condizione di stabilità e la perdita della propria autonomia.
Palermo, 611 persone senza dimora: i dati dell’emergenza
Il documentario si inserisce in un contesto segnato da crescenti difficoltà abitative.
Secondo i dati di idealista, a settembre 2026 i canoni richiesti negli annunci di affitto a Palermo erano aumentati del 4,8% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.
A livello nazionale, l’Istat ha rilevato che nel 2025 oltre una famiglia in affitto su cinque viveva in condizioni di povertà assoluta, contro il 4,5% delle famiglie proprietarie dell’abitazione.
A Palermo, nella notte del 26 gennaio 2026, sono state rilevate 611 persone maggiorenni senza dimora, secondo il conteggio promosso dall’Istat insieme alla Federazione italiana organismi per le persone senza dimora.
Di queste, 182 si trovavano in strada o in sistemazioni di fortuna, mentre 429 erano ospitate nelle strutture di accoglienza notturna.
Numeri che mostrano come la condizione di senza dimora non riguardi soltanto chi dorme per strada, ma anche chi vive in sistemazioni temporanee.
Nel film compare anche Marco, assistente sociale e referente cittadino della rilevazione, che conosce personalmente molte delle persone coinvolte nel censimento.
Il teatro come occasione di riscatto e comunità
Uno degli elementi centrali di “Prendi questa mano” è l’esperienza della Compagnia dei Senza Dimora, nata da un laboratorio teatrale promosso dalla Fondazione Don Calabria per il Sociale.
Il gruppo è arrivato a esibirsi anche a Verona, trasformando il teatro in uno spazio di incontro, partecipazione e riconoscimento reciproco.
Attraverso prove, spettacoli e momenti di condivisione, il documentario racconta come persone con esperienze differenti possano costruire nuovi legami e ritrovare un ruolo all’interno della comunità.
Il teatro diventa così non soltanto un’attività culturale, ma anche un’opportunità per recuperare fiducia, esprimersi e sentirsi parte di un progetto collettivo.
La regista Sofia Calderone: «La perdita della casa può riguardare chiunque»
Sofia Calderone, regista del documentario e componente di Maghweb, sottolinea come l’emergenza abitativa sia un fenomeno che può coinvolgere anche persone che in precedenza conducevano una vita stabile.
«Perdere la propria casa è qualcosa che può accadere anche a chi ha costruito una vita apparentemente stabile. La violenza, la precarietà economica e la rottura dei legami affettivi possono intrecciarsi, consumando progressivamente le risorse e le relazioni su cui una persona contava».
Secondo la regista, le testimonianze raccolte dimostrano quanto sia importante intervenire prima che le difficoltà diventino irreversibili.
«La condizione di senza dimora chiede una responsabilità collettiva, nella capacità di prevenire la perdita dell’abitazione e di sostenere chi deve ricostruire la propria vita».
Don Ivo Pasa: «Fondamentale condividere la quotidianità delle persone»
Il documentario è stato realizzato in partenariato con la Fondazione Don Calabria per il Sociale ETS e con la collaborazione di diverse realtà impegnate nell’accoglienza a Palermo.
Tra queste figurano il Centro Diaconale La Noce, la Cooperativa La Panormitana e la Fondazione San Giuseppe dei Falegnami.
«Il senso del nostro lavoro è, prima di tutto, stare con le persone e la loro presa in carico», afferma don Ivo Pasa, direttore generale della Fondazione Don Calabria per il Sociale ETS.
«Le storie raccontate in questo documentario ci ricordano che è solo condividendo i luoghi e la quotidianità delle persone che possiamo conoscerne davvero i percorsi, comprenderne i bisogni e le risorse».
Le proiezioni a Palermo e Verona
“Prendi questa mano” sarà presentato in due appuntamenti:
- Giovedì 12 novembre 2026, ore 18.30: cinema Rouge et Noir di Palermo.
- 27 novembre 2026: proiezione a Verona.
Il documentario è prodotto nell’ambito di HOPE, progetto finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, dedicato alla promozione dell’autonomia, dell’inclusione e della partecipazione attraverso percorsi educativi, laboratori, orientamento al lavoro e sostegno psicologico.
La produzione è firmata da Maghweb. Sofia Calderone ha curato scrittura, regia e montaggio, Vincenzo Allotta la direzione di produzione, Vincenzo Castellana le musiche originali, Alessandro D’India il montaggio del suono e Sonia Bouslama la correzione colore.
Un film che porta sul grande schermo una realtà spesso invisibile, raccontando non soltanto la difficoltà di vivere senza una casa, ma anche la possibilità di ricostruire relazioni, autonomia e appartenenza.
