Palermo, la rete idrica parallela allo Zen 2 controllata dalla mafia
Per comprendere l’estensione del fenomeno, i giornalisti si sono recati sotto terra nei garage dei padiglioni dello Zen 2. L’accesso avviene tramite piccole porte in ferro battuto, che si aprono su corridoi interamente in cemento armato, stretti e privi di illuminazione. Il pavimento è coperto di fango e acqua stagnante, e l’aria è pesante e irritante. Solo le torce dei cellulari permettono di orientarsi.
Lungo le pareti scorrono tubi e cavi senza ordine apparente, con autoclavi e cisterne collegate alle abitazioni in maniera irregolare. Questo “quartiere sotterraneo invisibile” rappresenta un mondo parallelo dove il controllo della mafia è totale.
Il danno economico e sociale
La mancanza di contatori ufficiali significa che l’Amap non percepisce alcun pagamento dall’intero quartiere, stimando un danno economico di circa cinque milioni di euro. Ma il problema non è solo finanziario: la rete parallela costituisce un rischio per la sicurezza e la salute pubblica, poiché i tubi sono deteriorati e spesso pericolanti, e gli allacci elettrici abusivi aumentano il rischio di incidenti.
Secondo le indagini, Cosa Nostra avrebbe costruito questa rete abusiva proprio per controllare il quartiere, facendo pagare i residenti per l’acqua e aggirando completamente le autorità pubbliche. Un esempio chiaro di come la criminalità organizzata si infiltrasse nei servizi essenziali, trasformando un bene pubblico in fonte di profitto illecito.
La risposta delle autorità
L’Amap ha dichiarato di non poter intervenire direttamente sulla rete, ma la scoperta ha acceso un dibattito pubblico sul controllo dei servizi idrici e sulla necessità di bonificare il sistema e riportare la rete sotto gestione pubblica. L’azienda sottolinea che la situazione è nota da tempo, ma che la complessità dei collegamenti abusivi e il controllo mafioso rendono la soluzione estremamente complicata.
Lo scandalo dello Zen 2 rappresenta un caso emblematico di infiltrazione mafiosa nei servizi pubblici. La rete idrica parallela non solo danneggia economicamente l’Amap, ma mette a rischio abitazioni e cittadini, creando una situazione di illegalità diffusa e di controllo sociale da parte della criminalità organizzata.
Il quartiere sotterraneo dello Zen 2 è la prova concreta di come la mafia possa gestire infrastrutture parallele, bypassando istituzioni e regolamenti, mentre i residenti restano prigionieri di un sistema opaco e pericoloso.
