Palermo: due fermi e cinque perquisizioni per estremismo di matrice islamica

Nella mattinata del 7 aprile 2026, la Polizia di Stato ha eseguito due decreti di fermo a carico di cittadini stranieri domiciliati a Palermo e cinque perquisizioni, tra personali, locali e informatiche, nell’ambito di una complessa attività investigativa finalizzata al contrasto dell’estremismo e del terrorismo di matrice islamica. L’indagine, coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Palermo, ha visto impegnate la Sezione Antiterrorismo della DIGOS locale e la Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione.

I fermi e le perquisizioni

I due cittadini stranieri destinatari dei fermi sono accusati di istigazione a delinquere aggravata dalle finalità di terrorismo. Le indagini hanno documentato condotte di propaganda jihadista, con messaggi di incitamento alla violenza e all’uso delle armi come strumento di lotta contro “Occidente e miscredenti”.

Parallelamente, sono stati eseguiti due decreti di perquisizione a carico di altrettanti minorenni residenti a Marsala (TP), coinvolti per detenzione abusiva di armi da sparo. I minori erano emersi come contatti dei soggetti fermati e risultano aver pubblicato contenuti sui social che li ritraggono con pistole semi-automatiche e armi da taglio, con riferimenti alla simbologia islamica.

Propaganda e radicalizzazione


Gli indagati avevano diffuso sui social network TikTok e Instagram messaggi inneggianti alla “Jihad” e al martirio religioso, condividendo immagini e video raffiguranti armi, gruppi armati islamisti e simboli dello Stato Islamico. Tra i contenuti più emblematici, video mostranti atti di violenza con soggetti in abiti arancioni, sotto la bandiera dello Stato Islamico, e immagini della Casa Bianca in fiamme, accompagnate da testi in inglese e arabo di istigazione alla lotta violenta contro l’Occidente.

È stata inoltre documentata una marcata fascinazione per le armi e la guerra, con video di allenamenti fisici e arti marziali, accompagnati da canti religiosi (“Nasheed”) e simboli jihadisti, tra cui la “Shahada” con fucile AK-47.

Coinvolgimento di minorenni

L’indagine ha evidenziato anche tre minorenni, due nella provincia di Trapani e uno nel Nord Italia, con comportamenti simili di adesione a ideologie estremiste e uso di armi. Le perquisizioni hanno portato al sequestro di pistole soft-air prive di tappo rosso e numerosi dispositivi digitali utilizzati per la diffusione dei contenuti radicali.

Sequestri e misure cautelari


Durante le perquisizioni, sono stati sequestrati dispositivi elettronici, strumenti informatici e oggetti recanti simbologie islamiste. In un’abitazione è stata rinvenuta anche una replica di pistola mitragliatrice priva di tappo rosso.

I due adulti destinatari dei fermi sono stati associati alla Casa Circondariale “Pagliarelli”. Gli indagati devono essere considerati presunti innocenti fino a eventuale accertamento definitivo di responsabilità con sentenza irrevocabile. L’operazione rappresenta comunque un importante intervento preventivo della Polizia di Stato nel contrasto a fenomeni di radicalizzazione e terrorismo sul territorio italiano, evidenziando l’attenzione delle autorità alle nuove forme di propaganda e reclutamento online.

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