Impegno per un Ambiente Sano in ASEAN
Negli ultimi mesi, gli undici Stati membri dell’Associazione delle Nazioni del Sud-est Asiatico (ASEAN) hanno approvato una Dichiarazione sul Diritto a un Ambiente Sicuro, Pulito, Sano e Sostenibile. Questo rappresenta un passo significativo verso la giustizia ambientale per le 680 milioni di persone che abitano questa regione. Secondo un’opinione espressa da un ex relatore speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani e l’ambiente, è cruciale passare all’attuazione del documento. “Il passo successivo – l’attuazione – è ancora più fondamentale”, afferma l’autore. “La regione ASEAN affronta sfide ambientali enormi e spesso i governi non riescono a proteggere i diritti umani di coloro che si trovano in prima linea contro queste problematiche”.
Questa Dichiarazione è destinata a diventare un fondamentale strumento per proteggere i diritti sia ambientali che umani dei cittadini. A partire da ottobre scorso, le nazioni ASEAN – Brunei, Cambogia, Indonesia, Laos, Malaysia, Myanmar, Filippine, Singapore, Thailandia, Timor-Leste e Vietnam – sono attualmente impegnate nella stesura di un piano d’azione regionale per attuare i principi sanciti.
Un Diritto Riconosciuto a Livello Globale
Il diritto a un ambiente sano è ormai accettato a livello globale come un diritto umano fondamentale. L’ASEAN ha per la prima volta riconosciuto questo diritto nella Dichiarazione sui Diritti Umani dell’ASEAN nel 2012. Nel 2022, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha proclamato questo diritto con un voto quasi unanime: 161 governi a favore, nessuno contro e solo otto astenuti. A livello nazionale, oltre 100 paesi lo includono nelle loro costituzioni.
Southeast Asia vanta una ricca eredità naturale, come i bellissimi scogli di corallo nelle Filippine, che supportano le vite e i mezzi di sussistenza di milioni di persone. Gli organismi internazionali hanno compiuto progressi significativi nel chiarire le responsabilità associate a questo diritto. Nel mese di luglio 2025, la Corte Internazionale di Giustizia ha emesso un parere sul cambiamento climatico, affermando che il diritto umano a un ambiente sano è intrinsecamente legato ad altri diritti, come il diritto alla vita e alla salute.
Per garantire la protezione di questi diritti, gli stati hanno l’obbligo di tutelare l’ambiente. Gli obblighi sono sia procedurali che sostanziali: procedurali riguardano l’accesso alle informazioni ambientali, la partecipazione nei processi decisionali e la possibilità di cercare rimedi giudiziari per danni ambientali. Sostanziali, invece, implicano che gli stati debbano garantire aria e acqua pulita, proteggere il sistema climatico e conservare gli ecosistemi naturali. È fondamentale evitare che le comunità vulnerabili subiscano oneri ambientali sproporzionati e discriminatori.
La Commissione Intergovernativa per i Diritti Umani dell’ASEAN (AICHR) ha organizzato incontri tra governanti e membri della società civile per discutere il significato del diritto a un ambiente sano per i cittadini della regione. Questo approccio innovativo ha permesso di includere esperti e rappresentanti sociali nel processo decisionale.
Un Avanzamento Globale nella Giustizia Ambientale
La Dichiarazione ASEAN segna un nuovo punto di riferimento a livello globale, poiché contiene dettagli su tutti gli aspetti del diritto a un ambiente sano. Contrariamente ad accordi precedenti in Europa o America Latina, la Dichiarazione chiarisce le responsabilità sostanziali degli Stati riguardo a questo diritto. Essa si impegna a promuovere l’accesso alle informazioni, la partecipazione significativa e l’accesso alla giustizia, specialmente per i gruppi vulnerabili.
Il testo sottolinea la necessità di proteggere coloro che difendono i diritti ambientali, e sebbene non menzioni esplicitamente i difensori di tali diritti, fornisce una base per i futuri riconoscimenti. Inoltre, la Dichiarazione invita gli attori non statali, incluse le aziende, a rispettare e promuovere il diritto a un ambiente sano, utilizzando strumenti di valutazione dei rischi come le valutazioni d’impatto ambientale.
Un gruppo di relatori speciali delle Nazioni Unite ha accolto la Dichiarazione come un “passo storico” per i diritti umani e la protezione ambientale nella regione. È importante sottolineare che, a differenza di altri trattati regionali, la Dichiarazione ASEAN non è legalmente vincolante. Tuttavia, rappresenta un primo passo fondamentale. Nel testo, i governi si sono impegnati a sviluppare un “Piano d’Azione Regionale” in consultazione con la AICHR e altre entità ASEAN.
Il 2025 ha segnato il primo incontro dell’AICHR per discutere i futuri passi riguardanti questo piano d’azione, sempre includendo le organizzazioni della società civile. Il termine per finalizzare il piano è fissato per la fine del 2026. AICHR deve assicurarsi che il piano d’azione delinei chiaramente le misure che gli stati ASEAN dovrebbero adottare per rendere il diritto a un ambiente sano una realtà tangibile.
Seguire uno schema che faciliti accesso alle informazioni, promuova la partecipazione nel processo decisionale e garantisca una giustizia efficiente è solo una parte dell’obiettivo. È essenziale proteggere i diritti di libertà di espressione, associazione e proteste pacifiche in questioni ambientali, traendo spunti dalle norme internazionali sui diritti ambientali, sanitari e di sicurezza.
La creazione di un piano di azione efficace porterà benefici inestimabili alla popolazione dell’ASEAN e potrebbe fungere da modello per il resto del mondo.
Fonti:
- ASEAN Social Cultural Community
- United Nations Human Rights Office
- International Court of Justice on Climate Change
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