Ospedali migliori di Italia: forte divario tra Nord e Sud

Ospedale - fonte_depositphotos - sicilinews24.it

Sanità italiana, luci e ombre negli ospedali, le eccellenze ospedaliere e la situazione al Sud

L’Italia dell’assistenza ospedaliera registra complessivamente miglioramenti, ma persistono criticità significative, soprattutto nel Sud del Paese. È quanto emerge dall’edizione 2025 del Programma Nazionale Esiti (Pne), presentato dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) al ministero della Salute. Il rapporto fotografa un sistema a più velocità, con eccellenze concentrate al Nord e un divario ancora evidente con le regioni meridionali.

Dall’analisi di 1.117 strutture di ricovero pubbliche e private, valutate su 218 indicatori in otto aree cliniche, emergono 15 ospedali di eccellenza, valutati “alti” o “molto alti” in almeno sei aree. Solo due strutture ottengono la massima valutazione su tutte le aree: l’Ospedale di Savigliano in Piemonte e l’Ospedale di Mestre in Veneto. Le regioni con il maggior numero di ospedali top sono Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, mentre al Sud spicca solo la Federico II di Napoli.

Quasi due ospedali su dieci risultano “rimandati” per la qualità delle prestazioni. Complessivamente sono 197 le strutture sottoposte a revisione tramite audit, con le criticità più marcate in Campania (51 ospedali) e Sicilia (43). In confronto, regioni come Valle d’Aosta, Trento e Umbria non registrano strutture sottodimensionate. L’Agenas sottolinea come le eccellenze siano comunque poco più del 10% delle strutture valutate.

Dal rapporto emergono progressi concreti in diverse aree cliniche. Migliorano gli esiti degli interventi al femore negli over65 entro 48 ore e diminuiscono i parti cesarei, sebbene permangano differenze tra Nord e Sud. In chirurgia oncologica, il trattamento del tumore al seno in strutture ad alto volume passa dal 72% nel 2015 al 90% nel 2024, evidenziando una forte concentrazione delle competenze.

Interventi su altri tumori


Anche per il tumore del colon, della prostata, del polmone e del pancreas si registra un incremento degli interventi in strutture ad alto volume, sebbene nelle regioni meridionali e nelle isole il livello resti critico, con solo il 28% dei casi trattati in strutture di eccellenza per il pancreas. Questi dati confermano come la centralizzazione degli interventi migliori gli esiti e riduca la variabilità territoriale.

Progressi anche nella gestione dell’infarto: l’angioplastica coronarica entro 90 minuti raggiunge il 63% dei casi, rispetto al 57% del 2020, con valori ancora più bassi al Sud. La mortalità a 30 giorni dopo bypass aortocoronarico isolato scende all’1,5%, mentre per gli interventi sulle valvole cardiache arriva al 2%, con criticità evidenti in Calabria, Campania e Puglia.

Riduzione dei parti cesarei



Dal 2015 al 2024 si registra una riduzione dei tagli cesarei primari dal 25% al 22%. Nonostante il miglioramento complessivo, permangono differenze significative tra Nord e Sud, a conferma di un sistema ancora frammentato per qualità e organizzazione delle cure.

Secondo il ministro della Salute Orazio Schillaci, il Pne non stilando classifiche, rappresenta uno strumento fondamentale per monitorare la sanità attuale e programmare quella futura. Il commissario straordinario Agenas, Americo Ciocchetti, sottolinea che laddove esistono standard professionali e organizzativi condivisi, il sistema migliora globalmente, dimostrando che i progressi sono possibili anche in contesti complessi e diversificati come quello italiano.

Ludovico Belmonte: