SIOD, Sindacato Italiano di Odontoiatria Democratica, è stato invitato a intervenire dal Presidente Laccoto presso la Commissione Salute dell’Assemblea Regionale Siciliana, nell’ambito dell’audizione sul D.A. 418/2026 relativo alla specialistica ambulatoriale esterna.
A rappresentare SIOD è intervenuto il dott. Francesco Romano, Segretario Generale SIOD, che ha chiesto e ottenuto che il proprio intervento fosse acquisito agli atti e messo a verbale.
“Oggi non discutiamo soltanto di budget. Discutiamo di diritto alla salute, accesso alle cure, qualità delle prestazioni e responsabilità nell’uso delle risorse pubbliche”, ha dichiarato Romano in apertura del suo intervento.
SIOD ha evidenziato il ruolo strategico dell’odontoiatria accreditata nel sistema sanitario siciliano, sottolineando come la specialistica territoriale non possa essere considerata un costo da comprimere, ma una vera infrastruttura sanitaria territoriale, capace di garantire prossimità, prevenzione, continuità assistenziale e accesso alle cure.
Nel corso dell’audizione è stato ricordato che in Sicilia operano oltre 350 ambulatori odontoiatrici accreditati, che assicurano una quota largamente prevalente delle prestazioni odontoiatriche rese ai cittadini nell’ambito del Servizio Sanitario Regionale. Per SIOD, un eventuale errore nei criteri di distribuzione del budget non penalizzerebbe soltanto le strutture, ma avrebbe una ricaduta diretta sui cittadini, riducendo concretamente l’accesso alle cure odontoiatriche.
“Se si sbaglia il criterio di distribuzione del budget in odontoiatria, non si penalizza una sigla sindacale. Si riduce l’accesso dei cittadini alle cure odontoiatriche”, ha affermato il Segretario Generale SIOD.
Il dott. Romano ha quindi richiamato la necessità di correggere le criticità del D.A. 418/2026, in particolare laddove il testo rischia di indebolire la premialità qualitativa e di mettere sullo stesso piano strutture profondamente diverse per personale, tecnologie, organizzazione, capacità produttiva, sicurezza, sterilizzazione, radioprotezione e continuità assistenziale.
“Trattare in modo uguale situazioni profondamente diverse non è equità. È appiattimento”, ha sottolineato Romano. “E l’appiattimento, in sanità, non tutela i cittadini: penalizza le strutture virtuose, scoraggia gli investimenti, riduce la capacità del sistema e rende più difficile abbattere le liste d’attesa”.
La salute orale parte integrante della salute generale
SIOD ha ribadito che l’odontoiatria non può essere considerata un settore accessorio. La salute orale è parte integrante della salute generale, come ormai riconosciuto anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Dolore, infezioni, difficoltà di accesso alle cure, perdita dentaria e malattia parodontale sono temi sanitari reali, che incidono sulla qualità della vita, sulla prevenzione, sulla salute dell’anziano, dei soggetti fragili, dei bambini e delle persone con disabilità.
“Non esiste salute generale senza salute orale”, ha ricordato Romano, richiamando l’indirizzo della WHO. “Per questo SIOD chiede che l’odontoiatria venga considerata parte integrante della sanità territoriale e della prevenzione, non un settore marginale”.
Nel documento consegnato alla Commissione, SIOD ha avanzato proposte concrete: correggere gli errori materiali e sostanziali del D.A. 418/2026, non neutralizzare la premialità qualitativa, ricalibrare il punteggio del personale sanitario in base a ruolo, titolo, funzione e ore effettivamente dedicate al SSR, acquisire i verbali dei tavoli tecnici e i dati dei flussi M, nonché effettuare simulazioni reali degli effetti del decreto sulla branca odontoiatrica.
Particolare attenzione è stata posta anche alla necessità di salvaguardare le prestazioni già rese nel 2026, evitando ricalcoli retroattivi, note di credito o restituzioni economiche su cure già appropriate, erogate e rendicontate.
“Il passato va consolidato. Il futuro va corretto”, ha dichiarato Romano, proponendo l’introduzione di una clausola di salvaguardia del maturato 2026 e l’applicazione dei nuovi criteri corretti da una data realistica e non retroattiva.
SIOD conferma quindi la propria disponibilità a collaborare con l’Assessorato, con la VI Commissione ARS, con CIMEST e con tutti i soggetti istituzionali coinvolti, con l’obiettivo di riportare l’odontoiatria al centro della programmazione sanitaria regionale, nazionale ed europea, in coerenza con i principi della WHO e con una visione moderna della sanità pubblica territoriale.
“La sanità siciliana ha bisogno di compostezza, responsabilità e coraggio”, ha concluso il Segretario Generale SIOD. “Il coraggio di premiare chi investe davvero. Il coraggio di correggere gli errori prima che diventino contenzioso. Il coraggio di usare le risorse pubbliche dove producono più salute”.