Omicidio a Palermo, fermato l’uomo che ha ucciso il coinquilino
Subito dopo il delitto, l’uomo si è chiuso nell’appartamento e ha aperto il gas, minacciando di provocare un’esplosione.
L’allarme è scattato quando alcuni vicini, dopo aver udito le urla provenire dall’abitazione al secondo piano, hanno chiamato i carabinieri. All’arrivo delle pattuglie è stato avvertito un forte odore di gas e, per motivi di sicurezza, l’intero stabile è stato evacuato.
Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco, gli artificieri e i tecnici di AMG Energia, che hanno interrotto la fornitura di metano e successivamente sigillato la colonna montante dell’edificio per impedire qualsiasi riattivazione accidentale dell’impianto.
Gli investigatori stanno ricostruendo con precisione la dinamica dell’accaduto e il movente dell’omicidio, che al momento sarebbe riconducibile a futili motivi maturati nell’ambito della convivenza.
Il 38enne, secondo quanto emerso, avrebbe precedenti per maltrattamenti e in passato era stato destinatario di un divieto di avvicinamento. L’appartamento, di proprietà di un anziano, era stato affittato ai tre coinquilini.
Il racconto dei vicini
I residenti della zona hanno seguito con apprensione le operazioni dalla strada, in attesa di poter rientrare nelle proprie abitazioni.
“Non sappiamo chi fosse la persona che si era barricata in casa. Era arrivata da poche settimane in quell’appartamento e sapevamo soltanto che litigavano spesso”, hanno raccontato alcuni vicini. Le indagini dei carabinieri proseguono per chiarire ogni aspetto della vicenda, mentre il fermato resta a disposizione dell’autorità giudiziaria.

