Oltre 87 milioni di persone colpite da disastri climatici nel 2025.

Nel 2025, oltre 200 disastri climatici hanno colpito più di 87,8 milioni di persone in tutto il mondo, secondo i dati preliminari dell’International Disaster Database analizzati da Mongabay. Questi eventi includono inondazioni lampo, frane, tempeste violente, incendi boschivi e siccità.

Siccità e insicurezza alimentare: le sfide maggiori

La siccità e l’insicurezza alimentare hanno avuto un impatto devastante sul maggior numero di persone. In Siria, uno dei paesi maggiormente colpiti, si è registrata la peggiore siccità degli ultimi 36 anni, lasciando circa 14,5 milioni di persone senza cibo sufficiente. Anche in Kenya, una siccità a gennaio ha compromesso la fornitura alimentare per oltre 2 milioni di individui. In Nepal, la provincia di Madhesh ha visto 1,2 milioni di persone rimanere senza cibo a causa di una grave siccità a settembre.


Tempeste tropicali devastanti: un anno tragico per l’Asia

Nel periodo tra la fine di novembre e i primi di dicembre, una rara convergenza di due cicloni tropicali e un tifone ha provocato migliaia di vittime in Asia, rendendo questo sistema tempestoso il più letale del 2025. I dati segnalano 1.109 morti in Indonesia e 826 in Sri Lanka, con ulteriori deceduti in Pakistan e Thailandia. Anche se il database internazionale mostra che i disastri climatici hanno provocato oltre 8.000 morti a livello globale nel 2025, si stima che il numero reale sia significativamente più alto, a causa di dati mancanti da vari eventi e disastri non riportati in alcuni paesi.


Ad ottobre, il più distruttivo dei temporali dell’anno, l’uragano Melissa, ha raggiunto velocità di vento sostenute di 295 chilometri orari (185 miglia orarie), colpendo milioni di persone nei Caraibi. Tragicamente, almeno 127 persone hanno perso la vita in Giamaica, Haiti, Panama, Repubblica Dominicana e Cuba. Secondo il World Weather Attribution (WWA), una rete di ricerca globale che analizza l’impatto dei cambiamenti climatici sul meteo estremo, il riscaldamento causato dall’uomo derivante dalla combustione di combustibili fossili ha reso l’uragano Melissa più intenso e probabile.

Gli studiosi avvertono che eventi simili stanno superando i limiti dell’adattamento e della mitigazione ai cambiamenti climatici. Le emissioni di combustibili fossili continuano a salire nonostante la crescita dell’energia rinnovabile, e sebbene il 2025 sia stato un anno più fresco rispetto al 2024, a causa delle deboli condizioni di La Niña, è comunque stato il terzo anno più caldo mai registrato.


Nel report di fine anno, i ricercatori del WWA hanno affermato: “Gli eventi del 2025 dimostrano chiaramente che, sebbene sia urgentemente necessario uscire dai combustibili fossili, dobbiamo anche investire in misure di adattamento. Molte morti e altri impatti potrebbero essere prevenuti con azioni tempestive”. Hanno aggiunto che “eventi come l’uragano Melissa evidenziano i limiti della preparazione e dell’adattamento: quando una tempesta intensa colpisce isole piccole come la Giamaica e altre nazioni caraibiche, anche livelli relativamente alti di preparazione non possono prevenire perdite e danni estremi”.

Per affrontare queste emergenze, è fondamentale da parte dei governi e delle istituzioni internazionali investire in sistemi di allerta precoce e infrastrutture resilienti. La pianificazione urbana deve essere adeguata alle nuove realtà climatiche, mentre ogni nazione deve impegnarsi a ridurre le proprie emissioni di carbonio attraverso investimenti in energie rinnovabili e tecnologie sostenibili.

Le crisi climatiche richiedono una risposta coordinata a livello globale. La cooperazione tra paesi e organizzazioni è cruciale per limitare i danni e supportare le comunità più vulnerabili. Ogni azione conta, e il momento di agire è ora.

Fonte: Mongabay, World Weather Attribution.

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Luigi Salemi: