Il Rapporto Sui Combustibili Fossili in Africa
Un nuovo rapporto pubblicato l’8 maggio a Nairobi, Kenya, evidenzia come i combustibili fossili abbiano arricchito solo una ristretta élite, ostacolando lo sviluppo economico e lasciando le economie africane vulnerabili a impatti esterni. La ricerca si concentra su 13 paesi africani produttori di petrolio e gas, giungendo alla conclusione che decenni di estrazione hanno portato ben pochi benefici per la popolazione locale.
Secondo Thuli Makama, direttore regionale di Oil Change International, “il petrolio e il gas non hanno e non porteranno allo sviluppo dell’Africa”. Questi modi di sfruttamento concentrano la ricchezza nelle mani delle multinazionali e delle élite politiche, mentre le comunità locali subiscono le conseguenze di inquinamento, perdita di opportunità lavorative e aumento del costo della vita.
Le Conseguenze Economiche dell’Industria Fossile
Il rapporto, intitolato “Pipe Dreams: Come Petrolio e Gas Non Rispettano Il Sviluppo Economico in Africa”, è un lavoro congiunto di Oil Change International e Power Shift Africa. Pubblicato in vista del prossimo Summit Africa-Francia, che prevede la partecipazione di oltre 30 capi di stato africani e leader economici, il documento sottolinea come l’industria del petrolio e del gas crei un numero limitato di posti di lavoro locali. Inoltre, le attività estrattive danneggiano i settori dell’agricoltura e della pesca a causa di sversamenti tossici, rendendo le economie vulnerabili alle fluttuazioni globali dei prezzi, come nel caso del conflitto attuale in Iran.
Il rapporto avverte che nuovi produttori come Uganda, Mozambico, Namibia, Tanzania, Repubblica Democratica del Congo e Costa d’Avorio potrebbero trovarsi con asset bloccati e debiti crescenti se investiranno pesantemente nello sviluppo di nuovi combustibili fossili, solo per vedere il calo della domanda globale. Mohamed Adow di Power Shift Africa ha affermato: “Ancora una volta, l’Africa viene venduta una favola dei combustibili fossili che promette prosperità ma porta a una dipendenza”. Egli sostiene che la vera opportunità risieda nelle energie rinnovabili, che creano posti di lavoro, espandono l’accesso all’energia e mantengono il valore all’interno delle economie africane.
Il documento mette in evidenza come le rinnovabili possano costituire un percorso verso la resilienza economica e “democrazia energetica”, consentendo ai paesi di produrre energia localmente, supportare le industrie e i posti di lavoro locali, e ridurre la dipendenza dalle importazioni. Secondo il rapporto, una transizione guidata dalle rinnovabili potrebbe generare fino a 14 milioni di posti di lavoro in Africa entro il 2030, un numero significativamente superiore a quello derivante dall’estrazione di combustibili fossili.
La questione rimane aperta. Durante recenti negoziati globali sul progressivo abbandono dei combustibili fossili in Colombia, le nazioni africane ricche di petrolio hanno ribadito la loro intenzione di continuare l’estrazione per sostenere la crescita economica. Onuoha Magnus Chidi, consigliere del ministro per lo sviluppo regionale della Nigeria, ha dichiarato all’AFP che la transizione dai combustibili fossili richiederà tempo nel paese. La Nigeria non sta abbandonando i combustibili fossili, ha specificato, ma sta effettuando un “down phasing”, enfatizzando la necessità di una pianificazione anticipata che sia equa per tutti.
Il rapporto critica anche il modello attuale di esportazione di petrolio greggio e importazione di carburanti lavorati più costosi, che lascia milioni di africani senza accesso a energia a prezzi accessibili. In nazioni come Nigeria, Guinea Equatoriale e Mozambico, il gas viene estratto e esportato per soddisfare i mercati esterni, mentre i bisogni energetici nazionali rimangono insoddisfatti. Questa disparità mette in luce la necessità di un approccio più equo e sostenibile verso la gestione delle risorse energetiche in Africa.
Un’immagine rappresentativa: Pannelli solari installati sul tetto di una casa a Lagos, Nigeria. Immagine di Sunday Alamba/AP Photo.
Per ulteriori approfondimenti, puoi visitare le fonti ufficiali: Oil Change International e Power Shift Africa.
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