Declino di molte specie di uccelli lungo la via migratoria afro-euroasiatica.

La Migrazione degli Uccelli: Una Realtà a Rischio

Ogni anno, miliardi di uccelli affrontano migrazioni di lunga distanza con il cambiamento delle stagioni. Secondo BirdLife Africa, il 40-50% delle specie aviarie migranti verso e dall’Africa è in declino. Kariuki Ndang’ang’a, direttore regionale di BirdLife International Africa, sottolinea che i cambiamenti climatici e le collisioni con le infrastrutture sono tra le principali cause di questo fenomeno. Molti uccelli si affidano a specifici punti di sosta ogni anno: la perdita o il degrado di anche piccole aree possono spingere intere popolazioni verso l’estinzione.

Quest’anno, il World Migratory Bird Day di maggio richiama l’attenzione sulla migrazione di miliardi di uccelli, un intricato intreccio di ecosistemi separati da migliaia di chilometri. Ndang’ang’a ha spiegato che circa 2 miliardi di uccelli volano lungo la rotta migratoria africano-eurasiatica ogni anno, con un calo di popolazione del 40-50% di queste specie migratorie.


Minacce ai Volatili Migratori

Secondo Ndang’ang’a, le tre principali cause del declino delle specie migratorie sono la perdita di habitat, i cambiamenti climatici e le collisioni con le infrastrutture. Le pratiche agricole o l’espansione urbana che drenano le zone umide hanno un impatto significativo sugli uccelli migratori, che cercano terreni per riposo e alimentazione. Il Lago Chad, al confine meridionale del deserto del Sahara, ha perso il 90% della sua superficie dal 1960, privando milioni di uccelli, come il gheppio europeo, di un rifugio.

I cambiamenti climatici rappresentano un ulteriore problema per gli uccelli migratori. Le temperature in aumento portano a disaccordi ecologici, facendo sì che gli uccelli arrivino ai luoghi di nidificazione quando le fonti alimentari sono già esaurite. Gli warbler europei, per esempio, giungono ai luoghi di nidificazione in condizioni precarie a causa dell’essiccamento precoce delle zone umide del Sahel in Africa.


Infine, le infrastrutture mal gestite, come le linee elettriche e le turbine eoliche, causano la morte di migliaia di uccelli ogni anno, specialmente di grandi volatili come i cicogne e i rapaci, che seguono specifiche creste montuose o valli dove sono presenti i parchi eolici.

Paul Matiku, direttore esecutivo dell’ONG di conservazione Nature Kenya, ha evidenziato diversi progetti di successo per prevenire la morte di uccelli migratori a causa delle collisioni con le infrastrutture energetiche. Per esempio, nell’intervento presso l’impianto eolico di Gabal-el Zayt in Egitto, i conservazionisti e gli ingegneri applicano un protocollo per fermare temporaneamente le turbine eoliche quando grandi gruppi di uccelli migratori si avvicinano al sito. Questo ha ridotto notevolmente le morti di uccelli come la cicogna bianca senza compromettere in modo significativo la produzione di energia.


In Sudan e in Etiopia, le linee elettriche sono state dotate di marcatori di visibilità e isolamento per prevenire l’elettrocuizione di specie come il avvoltoio egiziano. In Kenya, Nature Kenya ha collaborato con BirdLife International e vari partner governativi per produrre un rapporto di valutazione ambientale strategica dell’energia eolica, che identifica le aree più importanti per gli uccelli migratori e che dovrebbero essere evitate durante la costruzione di impianti eolici.

Inoltre, Nature Kenya ha coinvolto le comunità locali, dotandole di conoscenze sul design delle linee elettriche. L’ONG fornisce formazione ai gruppi di supporto per raccogliere informazioni migliori che possano guidare le autorità competenti nella progettazione delle linee.


Il Viaggio del Rollero Europeo

Il rollero europeo, Coracias garrulus, è un piccolo uccello distintivo che nidifica in boschi aperti, fattorie e frutteti in Europa e Asia Centrale. Questa specie è ben nota alle comunità ornitologiche di Sud e Sudafrica, dove molti appassionati partecipano al Southern African Bird Atlas Project. I rolleri che trascorrono i mesi invernali in Sudafrica sono principalmente la sottospecie C. g. semenowi. I percorsi migratori di queste popolazioni verso i loro luoghi di nidificazione, distanti fino a 10.000 chilometri in Asia Centrale, non sono ben conosciuti.

Dalla primavera del 2024, gli scienziati di BirdLife South Africa hanno dotato sette uccelli di micro-tracker da 3,8 grammi per studiare i percorsi migratori e le aree di sosta. I rolleri tracciati sono passati a nord attraverso Tanzania e Kenya, si sono fermati in Somalia e poi sono volati verso l’Asia Centrale passando per Oman e India. Un individuo è arrivato in Cina, mentre altri due sono stati avvistati in Uzbekistan.

Il monitoraggio di soli sette uccelli ha creato connessioni tra il Sudafrica, i club ornitologici in Gujarat, India, e un ricercatore cinese impegnato a studiare il comportamento riproduttivo dei rolleri in Xinjiang. Il piccolo team di BirdLife SA dedicato al progetto di monitoraggio del rollero europeo è sostenuto dalla Royal Society for the Protection of Birds e il costo dei dispositivi di tracciamento è stato coperto da donatori privati.


Negli anni a venire, Jessica Wilmot, responsabile del Flyway and Migrants Project, desidera far diventare il rollero europeo una specie simbolo per l’identificazione di habitat vulnerabili e preziosi, favorendo le relazioni internazionali necessarie alla loro protezione.

La data di maggio per il World Migratory Bird Day è stata scelta per coincidere con il picco della migrazione degli uccelli attraverso non solo la rotta africano-eurasiatica, ma anche altre rotte che collegano l’Asia orientale all’Australia e l’America centrale e meridionale.

“Gli uccelli migratori collegano i continenti”, ha affermato Blessings Chingagwe, che lavora per uno dei partner di BirdLife, la Wildlife and Environmental Society of Malawi. “Un uccello che si nutre al Chia Lagoon potrebbe aver viaggiato migliaia di chilometri dall’Europa o dall’Asia. Se viene persa o degradata una sola zona umida lungo la rotta migratoria, questo può influenzare le popolazioni in più paesi. La protezione delle zone umide in Malawi è parte della tutela di un sistema ecologico globale.”

Immagine di apertura: Gru coronate nere (Balearica pavonina) a Guéra, Chad. Immagine di Michael 2020 tramite iNaturalist (CC BY-NC-ND 4.0).

Sotto queste linee guida, ho creato un’introduzione dettagliata sulle problematiche legate alla migrazione degli uccelli, compresi i fattori di rischio e le attività di conservazione. Questo testo è ottimizzato per Google Discover mantenendo una struttura chiara e utilizzando fonti ufficiali per legittimare le informazioni.

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Luigi Salemi: