Nuovo accordo controverso in Suriname mette a rischio la biodiversità dell’Amazzonia.

Critiche alla deforestazione in Suriname

In Suriname, cresce la preoccupazione per un ambizioso progetto che prevede lo sviluppo di 113.465 ettari di foresta pluviale nel distretto di Nickerie per l’agricoltura industriale. Questa iniziativa scaturisce da una partnership pubblico-privato del 2024 tra il ministero dell’Agricoltura e Suriname Green Energy Agriculture N.V., un’azienda privata attiva nel settore dell’etilene da canna da zucchero e bioenergia. Tale accordo è stato ereditato dal governo precedente e, secondo le informazioni, ha proseguito senza autorizzazioni ambientali, generando frustrazione e confusione tra diverse agenzie regolatorie.

Se l’intera area di 113.465 ettari venisse deforestata, Suriname potrebbe perdere il suo status di emissione di carbonio negativa e non qualificarsi per alcuni programmi di crediti di carbonio, avvertono gli esperti. Un alto funzionario governativo ha sottolineato che “la deforestazione continuativa nel Guiana Shield mette a rischio l’accesso all’acqua fino in Argentina”.

Le preoccupazioni ambientali

Il progetto, che prevede una grande operazione di agribusiness, ha già sollevato polemiche. Nonostante non siano stati concessi i permessi dalla National Environmental Authority (NMA), le operazioni di disboscamento sono iniziate, come indicano email interne esaminate da Mongabay. Quello che sorprende è che l’area in questione coincide quasi completamente con le concessioni di taglio legno regolamentate da normative di sostenibilità, progettate per proteggere le foreste primarie.

Inoltre, la compagnia ha ingaggiato Mennoniti, membri di una denominazione protestante conservatrice, per lavorare nei terreni, riaccendendo le paure di un’espansione rapida delle comunità agricole in aree forestali, come accaduto in altre parti della regione.


Le controversie sui contratti

Non è la prima volta che il governo surinamese tenti di sviluppare grandi progetti di agribusiness nella zona amazzonica. Nel 2023, il controllo di oltre 500.000 ettari è stato trasferito dall’agenzia forestale al ministero dell’Agricoltura, con l’intento di sviluppare progetti agricoli per i settori pubblico e privato. Questo ha generato una forte opposizione, poiché i critici sottolineano l’importanza di mantenere intatta la copertura forestale, che raggiunge il 93%.

Dallo scorso anno, il nuovo governo guidato da Jennifer Geerlings-Simons ha mostrato la volontà di porre rimedio a questi accordi, ma non sono state adottate misure concrete per fermare le attività di disboscamento iniziate dal governo precedente. “Nessuno sa cosa stia succedendo”, ha dichiarato Erlan Sleur, biologo e presidente dell’ONG ambientale ProBios, riguardo alla confusione che regna intorno ai contratti di sfruttamento della terra.

La mancanza di comunicazione tra agenzie

Parte del problema sembra derivare da disguidi tra le agenzie governative e dalla mancata osservanza dei protocolli ambientali standard. Infatti, i progetti che coinvolgono il deperimento delle terre in Suriname dovrebbero ricevere l’approvazione dalla Foundation for Forest Management and Production Control (SBB), un ente governativo preposto alla gestione forestale sostenibile. Purtroppo, questo non è avvenuto per l’area sviluppata da Suriname Green Energy Agriculture.

Funzionari dell’SBB sono rimasti sorpresi dal contratto, secondo quanto emerso dalle email interne. Alcuni alti funzionari hanno espresso frustrazione per l’esclusione del loro ente dal processo standard, insinuando che l’amministrazione precedente avesse intenzionalmente aggirato l’SBB per evitare un rifiuto del progetto.


La lotta per fermare la deforestazione

Attualmente, i funzionari di diverse agenzie sono al lavoro per cercare di bloccare lo sviluppo prima che la situazione peggiori ulteriormente. L’attenzione è focalizzata sull’eventualità che Suriname Green Energy Agriculture abbia iniziato a disboscare il terreno senza i permessi necessari dalla NMA. Un rappresentante governativo ha dichiarato: “Potremmo essere in grado di annullare questo contratto semplicemente basandoci su quello”.

Le implicazioni ecologiche e politiche di questa situazione per Suriname sono enormi, avvertono gli esperti. “Se perdiamo l’intero blocco di foresta, dimentichiamoci dello status di carbonio negativo”, ha affermato John Goedschalk, consigliere per il clima della presidenza surinamese.

Visto il delicato equilibrio ecologico rappresentato dalla foresta pluviale amazzonica, è fondamentale che il governo e le agenzie competenti operino in sinergia per garantire la tutela di questi ecosistemi vitali. Dobbiamo tutti essere consapevoli dell’importanza della sostenibilità e della conservazione della natura, non solo per il Suriname, ma anche per l’intero pianeta.

Fonti ufficiali consultabili:

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Luigi Salemi: