Nuove vipere in Himalaya rivelate da uno studio del Museum DNA.

La Scoperta della Viperina Himalaiana

Per oltre 160 anni, la Viperina Himalaiana è stata considerata un’unica specie diffusa attraverso i ghiacciai e le montagne in Pakistan, India e Nepal. Recentemente, uno studio innovativo ha rivelato che in realtà questa pit viper non è una, ma ben cinque specie distinte, includendo tre completamente nuove per la scienza.

Gli scienziati coinvolti nella ricerca hanno effettuato diversi studi sul campo in varie zone himalayane, raccogliendo campioni da popolazioni che erano state precedentemente classificate come Viperina Himalaiana. Sono stati anche esaminati campioni storici e sono state estratte analisi del DNA per chiarire le relazioni fra le varie specie.


Le Nuove Specie Identificate

L’analisi morfologica, scheletrica e genetica ha portato all’identificazione di cinque specie separate. La Viperina Himalaiana (Gloydius himalayanus) è stata descritta per la prima volta nel 1864 e oggi ha una distribuzione limitata nel nord-ovest dell’India, vivendo tipicamente a altitudini che variano tra i 1.000 e i 3.500 metri.

Un’altra specie, la Viperina di Chamba (G. chambensis), è stata originariamente descritta nel 2022 e ora la sua distribuzione è stata ampliata nel distretto di Chamba in India, estendendosi fino alla valle del Kashmir, con un’altezza habitat che varia da 400 a 2.500 metri.

La Viperina di Hazara (G. hazarensis), una nuova specie per la scienza, è presente nella regione di Hazara, nel nord-est del Pakistan, ad altitudini comprese tra 1.630 e 2.900 metri. Anche la Viperina Hindu Kush (G. hindukushensis) è stata recentemente identificata, abitante le pendici orientali delle montagne Hindu Kush, a un’altezza di 1.660-2.888 metri.

Infine, la Viperina Nepalesa (G. nepalensis) è stata scoperta in Nepal occidentale e centrale, vivendo a un range elevatorio di 1.640-3.220 metri.


Implicazioni Ecologiche e Risorse Naturali

Anita Malhotra, specialista in viperine all’Università di Bangor nel Regno Unito, ha commentato via email che la presenza di cinque specie di viperine così vicine non è sorprendente. Secondo lei, l’“estrema topografia delle montagne” ha probabilmente contribuito alla loro isolazione. Ha anche fatto notare che le piccole aree di distribuzione rendono queste specie “estremamente vulnerabili ai cambiamenti climatici.”

I ricercatori hanno suggerito che grandi valli fluviali, come quelle dell’Indo e del Karnali, possano aver agito come barriere naturali che hanno condotto a questa isolazione. “Questa scoperta sottolinea la necessità di considerare gli ecosistemi fragili come serbatoi di diversità evolutiva altamente localizzata,” ha dichiarato Kartik Sunagar, esperto di veleni all’Indian Institute of Science, il quale non era direttamente coinvolto nello studio. “Inoltre, evidenzia come la tassonomia sia centrale per la conservazione: se non riconosciamo le specie distinte, non possiamo valutare accuratamente i loro rischi o proteggerle efficacemente.”


Innovazioni Tecnologiche e la Conservazione delle Species

I ricercatori hanno utilizzato tecnologie più recenti che consentono di estrarre il DNA da esemplari museali conservati in formalina, facilitando la rianalisi della Viperina Himalaiana. Nonostante ciò, Malhotra avverte che questo processo di estrazione è “difficile e costoso” e richiede un campionamento distruttivo di esemplari museali, il che non è sempre consentito da tutti i musei.

La scoperta di nuove specie di vipere himalayane non solo arricchisce la biodiversità conosciuta, ma pone anche importanti domande sulla conservazione e sulla sostenibilità degli habitat di queste creature. Considerando il loro isolamento e vulnerabilità, è urgente implementare misure di protezione che garantiscano la sopravvivenza di queste specie uniche.


Fonti: Mongabay, www.indiaexpress.com, Università di Bangor.

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Luigi Salemi: