Botteghe Alab, Di Gangi (PD): “Economia creativa e radicata che difende l’identità del centro storico”

La guardia di finanza ha sequestrato ieri 17 delle 28 botteghe del centro storico aderenti ad Alab, l’Associazione liberi artigiani artisti Balarm, compresa la sede di via Divisi 39. I militari hanno contestato presunte irregolarità amministrative e fiscali. Ma l’associazione non ci sta e annuncia ricorso.

“Le verifiche e i controlli faranno il loro corso. Ma questa vicenda impone che si ricordi cosa hanno rappresentato in questi anni le botteghe dell’esperienza Alab per il centro storico di Palermo. dichiara la consigliera comunale del Partito Democratico Mariangela Di Gangi-. Parliamo di attività che hanno contribuito a riaprire saracinesche abbassate, a riportare vita in strade un tempo abbandonate, a costruire un’economia fatta di creatività, produzioni locali, lavoro condiviso e buono, in una parte della città sempre più esposta al rischio di essere schiacciata dall’over-tourism e da una offerta commerciale sempre più univoca.

Per questo ciò che è accaduto oggi comporta anche una necessaria riflessione sul modello di sviluppo che si sta costruendo a Palermo e se questo sia davvero ciò che serve nel lungo periodo.

In questi anni decine di persone, creativi e creative, hanno trovato in questa esperienza una rete, un sostegno e un’opportunità di cui evidentemente molti hanno sentito il bisogno. E questo dovrebbe interrogare anche le istituzioni. Palermo dispone davvero di strumenti adeguati per accompagnare chi vuole avviare una piccola attività artigianale, artistica o creativa? Esiste una politica capace di sostenere queste realtà nella fase più delicata della loro crescita?

Vogliamo un centro storico sempre più orientato esclusivamente al turismo o una città che continui a valorizzare le tradizioni e la cultura locale, artigiani e artigiane, artiste e artisti, laboratori creativi?

L’artigianato non è soltanto economia. È identità, cultura e anche attrattività. Su questo il Comune dovrebbe aprire una riflessione seria e dire quale futuro immagina per il centro storico di Palermo”.

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