Nuova minaccia climatica per i pinguini imperatori: scoperta accidentale svela preoccupanti conseguenze.
Ogni anno, verso la fine di gennaio, i pinguini imperatore si spostano su ghiaccio marino stabile vicino alla costa per affrontare il periodo di muta. Questa fase viene definita “muta catastrofica” dagli scienziati, poiché i pinguini perdono tutte le piume contemporaneamente, a differenza di altre specie animali. Durante questo processo, i pinguini affrontano un momento molto critico; non solo perdono tra il 40% e il 50% del loro peso corporeo in quattro o cinque settimane, ma non possono neppure andare in mare a cercare cibo, poiché non sono impermeabili fino a quando non riacquistano il loro piumaggio.
Il potere della tecnologia satellitare
Peter Fretwell, un esperto geografico e scienziato del British Antarctic Survey, ha scoperto i nuovi siti di muta per caso mentre analizzava immagini satellitari alla ricerca di aree di riproduzione. Ha notato alcune macchie marroni che apparivano come gruppi di pinguini. Essendo le immagini state catturate a febbraio, periodo della muta, aveva la sicurezza che queste specie non stessero nidificando, ma che si trovassero in fase di muta.
Secondo Fretwell, il motivo per cui sono stati osservati in così grande numero è che il ghiaccio marino si era ritirato, concentrando i pinguini in situazioni più vulnerabili. Successivamente, analizzando i dati satellitari di anni precedenti, ha notato che il ghiaccio marino era scomparso proprio quando i pinguini erano in fase di muta.
Mentre non può fornire dati certi sul numero di pinguini che potrebbero essere morti in tali circostanze, Fretwell ha espresso preoccupazione per la loro vulnerabilità. Senza piumaggio impermeabile, il rischio di ipotermia aumenta significativamente durante questa fase critica. Questo potrebbe condurre a un imminente orizzonte di estinzione per la specie.
