I costi nascosti dei sussidi alla pesca: impatti ambientali e sostenibilità da considerare.
Sussidi della Pesca: una Questione di Equilibrio Economico ed Ecologico
Ogni anno, i governi investono circa 35 miliardi di dollari in sussidi per la pesca, molti dei quali sostengono flotte in grado di operare al di là dei limiti sostenibili delle risorse ittiche. Le ricerche suggeriscono che molte attività di pesca in alto mare sarebbero poco redditizie senza questo supporto pubblico, ponendo interrogativi su quanto siano realmente produttive. Gli sforzi recenti, come l’accordo dell’OMC sui sussidi alla pesca, mirano a limitare i sussidi legati alla pesca illegale e alle risorse sovrasfruttate, migliorando la trasparenza in merito a come i governi finanziano le loro flotte. Considerare gli oceani come beni nel bilancio pubblico può aiutare i governi a ridurre i rischi fiscali a lungo termine e promuovere pratiche di pesca più sostenibili.
La finanza pubblica spesso tiene sottotraccia alcuni costi, e gli oceani rappresentano da sempre un’area in cui ciò accade. I governi parlano di “crescita blu” e “uso sostenibile”, ma molte politiche continuano a considerare gli ecosistemi marini come risorse gratuite: disponibili, resilienti e facili da sostituire. Questo approccio ha causato un declino ecologico, oltre a un problema fiscale, dato che gli Stati si accollano rischi che non tollererebbero sulla terraferma.
Il Ruolo dei Sussidi nella Pesca
Un esempio chiaro è quello della pesca: per decenni, una quota significativa degli sforzi industriali è stata sostenuta da fondi pubblici. Un’analisi influente del settore della pesca in alto mare ha rivelato che, nel 2014, i governi hanno sovvenzionato le flotte di alto mare per circa 4,2 miliardi di dollari, una cifra superiore all’effettivo beneficio economico netto di tale pesca. Senza sussidi, fino al 54% delle aree di pesca in alto mare attualmente sfruttate non sarebbe stata redditizia, considerando i prezzi e i costi di quel periodo.
Lo scenario diventa interessante: alcune attività etichettate come “redditizie” possono dipendere tanto dal supporto governativo quanto dalla domanda di mercato. Questa dipendenza rende il modello di sussidi particolarmente problematico, poiché sposta la pressione della pesca in acque di altri paesi, complicando il panorama della competizione economica.
Cosa Sostengono i Sussidi?
Non si tratta solo di chi paga, ma anche di come vengono spesi i soldi. Un dataset globale distingue tra sussidi che aumentano la capacità di pesca, come quelli per il carburante o l’esenzione fiscale, e quelli considerati positivi, come la gestione e la ricerca. Questa distinzione segnala un cambiamento pratico su come vengono utilizzati i fondi pubblici. Alcuni investimenti migliorano la sicurezza e la sostenibilità, mentre altri aumentano unicamente lo sforzo di pesca.
L’accordo dell’OMC sui sussidi alla pesca, entrato in vigore nel settembre 2025, ha cercato di rendere queste distinzioni enforceable. L’accordo vieta sussidi legati alla pesca illegale o su stock sovrasfruttati, richiedendo maggiori livelli di trasparenza rispetto ai dati sulle flotte, come identità delle imbarcazioni e stato delle risorse. Sebbene possa sembrare un lavoro poco attraente, i dettagli amministrativi possono modificare gradualmente gli incentivi in gioco.
I Mari come Patrimonio Pubblico
Il caso di “portare gli oceani nei bilanci pubblici” non riguarda solo la teoria del capitale naturale, ma anche come i cambiamenti contabili possano influenzare gli incentivi in luoghi già soggetti a monitoraggio come i bilanci e le spese fiscali. Considerare una pescheria come un bene rinnovabile incoraggia a proteggerne la capacità produttiva piuttosto che a sostenere la sua liquidazione. Ciò può tradursi in un riorientamento del supporto verso pratiche di monitoraggio, scienza e enforcement.
L’esperienza recente della Cina è istruttiva. Uno studio sulle riforme dei sussidi ha dimostrato che la riduzione dei sussidi per il carburante ha accelerato il ritiro delle imbarcazioni più vecchie e piccole, contribuendo significativamente alla diminuzione della capacità della flotta. La riforma ha mostrato di funzionare meglio quando includeva aiuti per le persone e le aziende che desideravano abbandonare l’attività di pesca.
Parole ufficiali come quelle di Oceana evidenziano l’importanza di richiedere trasparenza: “Le informazioni devono diventare pubbliche, rendendo difficile giustificare politiche che sembrano economiche solo perché i costi vengono spostati altrove”.
Utilizzare la Natura come Infrastruttura Costiera
I porti rappresentano un altro levier di bilancio poco sfruttato. Quando si espandono, i governi tendono a trattare le opere di dragaggio e l’ampliamento dei canali come infrastruttura tradizionale, mentre la perdita degli ecosistemi è spesso vista come un effetto collaterale inevitabile. Mangrovie, barriere coralline e praterie di fanerogame hanno, però, un ruolo protettivo fondamentale, poiché possono ridurre l’energia delle onde e limitare l’erosione.
Le giuste scelte d’investimento possono giustificare la conservazione delle mangrovie insieme all’espansione di un porto, considerando l’argomento in termini di riduzione dei costi pubblici futuri. Gli oceani, purtroppo, presentano benefici diffusi nel tempo, mentre i sussidi e i contratti edilizi offrono vantaggi immediati. Per questo le riforme contabili sono cruciali; l’accento sulla trasparenza nell’accordo dell’OMC rappresenta un modello utile per promuovere una maggiore responsabilità.
In un mondo dove le risorse ittiche sono sempre più scarse, gestire l’esposizione fiscale e affrontare in modo onesto il tema del supporto economico alla pesca diventa fondamentale. Le politiche devono essere orientate alla sostenibilità economica e ambientale.
Fonti
- Sala, E. et al. (2018). The Economics of Fishing the High Seas. Science Advances, 4(6), eaat2504. Link
- Sumaila, U. R. et al. (2019). Updated Estimates and Analysis of Global Fisheries Subsidies. Marine Policy, 109, 103695. Link
- Oceana. (2021). The Top 10 Harmful Fishing Subsidizers. Washington, DC: Oceana.
- World Trade Organization. (2022). Agreement on Fisheries Subsidies. Geneva, Switzerland: WTO.
- Wang, X. et al. (2023). Fisheries Subsidies Reform in China: Implications for Fleet Capacity and Sustainability. Marine Policy. Link
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