Nuova legge mineraria del Venezuela: critici avvertono su rischi per l’Amazzonia.
L’Arcadia Mineraria dell’Orinoco
La maggior parte delle attività minerarie in Venezuela avviene nell’Arco Minerario dell’Orinoco, una vasta area di foresta pluviale creato dal regime di Maduro nel 2016 per aumentare l’estrazione mineraria. Secondo le organizzazioni ambientaliste, le normative in questa regione sono pressoché inesistenti e le aree minerarie sono spesso controllate da gruppi di crimine organizzato.
Nel 2024, si stimano 9.531 ettari di foresta deforestati a causa dell’estrazione mineraria. Immagini satellitari hanno rivelato attività estrattiva nel Parco Nazionale di Yapacana e sulle cime dei tepui, montagne sacre per molte comunità indigene.
Pressioni Internazionali e Normative Ambientali
Negli ultimi anni, la comunità internazionale ha sollecitato il governo di Maduro a rispondere ai danni ambientali nella regione amazzonica. UNESCO ha chiesto ripetutamente di visitare siti protetti come il Parco Nazionale Canaima, dove sono state rilevate attività minerarie. La legge proposta affronta alcune di queste preoccupazioni ambientali, ma è stata criticata come un’operazione di greenwashing.
Le norme prevedono valutazioni d’impatto ambientale, ma non richiedono tali studi prima di concedere licenze minerarie. Inoltre, la legge menziona la consultazione delle comunità indigene, ma non include il consenso libero, preventivo e informato, un requisito internazionale più robusto.
