Nuova capacità di stoccaggio plastica in Sardegna: 2.700 tonnellate per una filiera sostenibile.

Cagliari: Approvate Misure Urgenti per la Raccolta degli Imballaggi in Plastica

CAGLIARI (ITALPRESS) – L’assessora regionale della Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi, ha convocato una videoconferenza urgente con oltre 170 sindaci della Sardegna. Scopo dell’incontro era discutere il quadro attuale relativo alle criticità nella raccolta degli imballaggi in plastica e le misure immediate necessarie per garantire la continuità del servizio.

Hanno partecipato alla videoconferenza anche figure di spicco come i sindaci metropolitani Massimo Zedda e Giuseppe Mascia, la presidente di ANCI Sardegna, Daniela Falconi, e altri rappresentanti di enti e consorzi. Durante l’incontro, le autorità hanno confermato il completamento delle misure antincendio per nuove aree di stoccaggio temporaneo. È stata annunciata la disponibilità delle piattaforme CACIP e CIPNES Gallura, che garantiranno una capacità complessiva di stoccaggio di circa 2.700 tonnellate, contribuendo a gestire l’accumulo di rifiuti.

Misure Eccezionali per Gestire la Crisi

Oltre alle 2.000 tonnellate disponibili, saranno aggiunte altre 700 tonnellate presso il sito di Scala Erre, grazie a un’ordinanza del sindaco metropolitano di Sassari. Questi interventi mirano ad alleviare la pressione sulle piattaforme di raccolta e a supportare i conferimenti nelle prossime settimane.

Ai comuni è stata richiesta verifica, in conformità alle normative vigenti, della possibilità di adottare ordinanze contingibili per identificare aree idonee al deposito provvisorio. Diverse amministrazioni hanno già avviato queste valutazioni.

Queste misure, sebbene temporanee, hanno l’obiettivo di prevenire un blocco totale della raccolta. L’elemento chiave per il successo di queste azioni resta la tempestività con cui COREPLA (Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Plastica) gestirà il ritiro e il recupero dei materiali accumulati.


Tuttavia, le nuove aree di stoccaggio non sostituiscono la necessaria regolarità nei ritiri che il sistema nazionale deve garantire. In assenza di flussi in uscita adeguati, anche queste capacità si esauriranno rapidamente. Regione, consorzi industriali e sindaci stanno lavorando per mitigare gli effetti della crisi, ma non possono farsi carico in modo strutturale di un problema di portata nazionale.

La Regione ha seguito l’emergenza fin dalle prime difficoltà riscontrate nel nord dell’isola, espandendo l’attenzione anche al sud. Questa situazione interessa ormai da quasi un anno tutte le regioni italiane, ma in Sardegna è aggravata dall’insularità. Le cause del problema sono diverse, tra cui la contrazione del mercato dei materiali riciclati e il rallentamento dei flussi verso gli impianti di recupero.

Incontro con i Vertici Nazionali

Il 29 giugno, l’assessora Laconi, coordinatrice della Commissione Ambiente, Energia e Sostenibilità della Conferenza delle Regioni, ha sollecitato un’incontro con i dirigenti di CONAI e COREPLA per affrontare la questione a livello nazionale. Inoltre, il 8 luglio ha incontrato il viceministro Vannia Gava, chiedendo un coinvolgimento diretto delle regioni nei tavoli ministeriali. Il dialogo è proseguito in ulteriori riunioni tecniche con i consorzi e le autorità competenti.

Con una lettera inviata al ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, pubblicata il 25 luglio, l’assessora ha chiesto un intervento urgente del Governo per garantire la regolarità dei ritiri.

Le richieste della Regione rimangono attuali: non è accettabile che una crisi nazionale venga trasferita su regioni e comuni, né che si affronti il problema moltiplicando i depositi provvisori. La Sardegna ha già attivato tutte le leve disponibili; ora è fondamentale che il Governo assicuri un coordinamento nazionale efficace e che il sistema consortile rispetti gli impegni presi.

“Ringrazio i sindaci e tutti coloro che hanno dimostrato rapidità e responsabilità in questa emergenza. Le 2.700 tonnellate di capacità di stoccaggio temporaneo ci offrono un’opportunità, ma ricordiamo che questa soluzione è temporanea”, afferma l’Assessora Rosanna Laconi.

Da un’analisi della situazione emerge che oggi non si segnalano criticità nella raccolta del secco residuo, contrariamente a quanto riportato da notizie non veritiere. La crescita della raccolta differenziata e la riduzione del secco sono risultati attesi delle politiche ambientali e non devono essere considerati come emergenze.

I cittadini e i comuni non devono farsi carico delle conseguenze di una crisi nazionale, e il Governo centrale dovrà garantire un impegno concreto per risolvere questa problematica che impatta direttamente sulla Sardegna e i suoi residenti.

Fonte: L’Unione Sarda | ITALPRESS

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