Il Decimo Incontro della North Pacific Fisheries Commission
Si è svolto dal 14 al 17 aprile a Osaka, Giappone, il decimo incontro della North Pacific Fisheries Commission (NPFC). Durante questo evento, i membri della NPFC hanno adottato nuove misure per combattere la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (IUU). Tuttavia, organizzazioni non governative (ONG) hanno criticato la commissione per la mancata azione riguardo alla pesca a strascico lungo la catena montuosa degli Emperor Seamount, una regione ricca di biodiversità nel Northwest Pacific. Alcuni membri e osservatori della NPFC hanno anche espresso delusione per il regresso sulla gestione delle risorse e le misure di conservazione per il pesce volatore del Pacifico, oggetto di pesca da parte delle flotte di vari paesi membri.
Misure Contro la Pesca IUU e Miglioramento delle Valutazioni delle Risorse
Durante il meeting, la NPFC ha approvato una serie di misure per combattere la pesca illegale e migliorare le valutazioni delle risorse ittiche. I membri si sono accordati sulla creazione di un sistema condiviso di standard minimi per i controlli portuali, in linea con l’Accordo sulle Misure di Stato Portuale della FAO, che quest’anno celebra il suo decimo anniversario. Con l’approvazione di tale misura, i membri si sono impegnati a implementare standard di ispezione più rigorosi e a condividere informazioni tra i porti, con l’obiettivo di “prevenire, dissuadere ed eliminare la pesca IUU”.
Gerald Leape, responsabile del progetto internazionale sulle risorse ittiche della Pew Charitable Trusts, ha commentato che il meeting è stato “difficile ma positivo”.
Inoltre, è stata accettata una proposta dell’Unione Europea per introdurre un sistema armonizzato di raccolta e gestione dei dati tra i membri della convenzione. Secondo il WWF (World Wide Fund for Nature), questo potrebbe migliorare la capacità della convenzione di effettuare valutazioni delle risorse, utili per l’adozione di misure di gestione per le specie ittiche.
Purtroppo, il WWF ha criticato la mancanza di consenso tra i membri riguardo alla valutazione del pesce volatore del Pacifico, evidenziando ritardi nello sviluppo delle valutazioni per altre specie come le sardine giapponesi e i calamari. La mancanza di un sistema efficiente per condividere i dati di pesca ha sollevato preoccupazioni circa il monitoraggio delle risorse ittiche soggette a scarsa valutazione.
Protezione degli Ecosistemi Marini Vulnerabili
Il meeting di Osaka non ha fatto progressi nella conservazione degli ecosistemi marini vulnerabili, in particolare lungo la catena degli Emperor Seamount. Questo ecosistema marino, ricco di biodiversità, è stato danneggiato da decenni di pesca a strascico intensa. Nonostante una lettera firmata da 122 scienziati di 24 paesi che chiedeva una maggiore protezione per questa area, la commissione ha respinto le proposte rivolte a chiudere temporaneamente la pesca in queste zone delicate. Un fiore all’occhiello giapponese, in contrasto, ha proposto di ridurre il pescato di alfonsino splendido del 50%, anche se questa misura è stata giudicata insufficiente da molti membri.
La commissione ha anche discusso rigide misure per la gestione del pesce maccarello, concordando su una riduzione del 28% del pescato, che riflette le attuali valutazioni mostrano livelli delle risorse insufficienti.
Regresso nella Gestione del Pesce Volatore del Pacifico
Un altro argomento di preoccupazione è stato il regresso della NPFC nella gestione del pesce volatore del Pacifico, specie chiave nella catena alimentare dell’oceano. Nonostante un leggero recupero, la specie rimane al di sotto dei livelli sostenibili. Durante il meeting, sono state respinte proposte per un’ulteriore riduzione del limite di cattura, aumentando la preoccupazione per la salute futura della risorsa. Rebecca Scott, dell’Ocean Foundation, ha espresso delusione per la decisione della commissione di impostare limiti di cattura oltre livelli ritenuti appropriati. La NPFC aveva precedentemente promesso di completare una strategia di raccolta per il pesce volatore entro il 2027, ma questa scadenza è stata spostata al 2028 su richiesta di Giappone e Corea.
In sintesi, sebbene siano state approvate misure significative per combattere la pesca illegale e migliorare la gestione delle risorse, molte preoccupazioni rimangono riguardo alla protezione degli ecosistemi vulnerabili e alla gestione sostenibile delle risorse ittiche nel Pacifico.
Fonti: Pew Charitable Trusts, WWF, FAO.
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