Nonostante la crisi energetica, le fabbriche del Bangladesh faticano ad adottare il solare.
### Il panorama promettente per l’energia solare
La Ha-Meem Group, uno dei principali produttori di abbigliamento e denim a livello mondiale, ha installato 29,2 MWp di capacità solare e prevede di aggiungere ulteriori 3 MWp quest’anno, con l’obiettivo di raggiungere zero emissioni entro il 2050. Secondo Tanul Chakraborty, responsabile del dipartimento energetico del gruppo, l’energia solare ha permesso di ridurre il consumo di diesel di quasi il 60%.
Le fabbriche più grandi tendono a utilizzare circa il 65% della loro energia dalla rete elettrica, mentre le piccole e medie imprese (PMI) dipendono dalla rete per circa il 87% del loro fabbisogno energetico. Per le micro-fabbriche, questo numero supera il 93%, poiché le piccole imprese spesso non hanno le risorse per sostenere i costi iniziali o la capacità tecnica per installare sistemi solari.
Fahmida Khatun, direttore esecutivo del Centre for Policy Dialogue (CPD), sostiene che la transizione lenta verso le energie rinnovabili in Bangladesh è dovuta non solo alla mancanza di obiettivi politici, ma anche all’implementazione debole e agli incentivi insufficienti.
### Le opportunità di investimento nel solare
L’industria tessile e del confezionamento in Bangladesh ha il potenziale tecnico di installare 2.815 MWp di capacità solare sui tetti, necessitando di circa 126,7 miliardi di Taka bangladesi in investimenti. IDCOL ha identificato oltre 1.000 aziende in grado di sfruttare questo potenziale.
Inoltre, l’agenzia ha dichiarato di essere pronta a finanziare le fabbriche disposte a investire in energia rinnovabile, se i progetti soddisfano i requisiti tecnici e finanziari.
Per ulteriori informazioni, è possibile consultare le fonti ufficiali come il Centre for Policy Dialogue (CPD) e l’Infrastructure Development Company Limited (IDCOL) per ottenere dati aggiornati sulle tecnologie rinnovabili nel paese.
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