Niscemi travolta dalla frana: storia, geologia e rischio climatico
La frana odierna è una frana di rotazione innescata dal sistema geologico locale: uno spesso strato di roccia arenacea, permeabile, poggia su argille plastiche e impermeabili. Durante piogge intense, l’acqua crea una superficie di scorrimento lubrificata lungo la linea di contatto tra i due strati, facendo scivolare intere porzioni di roccia verso valle. Il movimento è tale che gli oggetti superficiali – auto, furgoni, pavimentazioni – possono rimanere intatti ma posizionati decine di metri più in basso.
Oggi l’area colpita è più vasta del 1997 e comprende persino un istituto scolastico. Il rischio era noto: l’area è classificata nel PAI della Regione Siciliana con rischio geomorfologico 3 e 4, i più alti gradi di pericolosità, che avrebbero richiesto interventi di mitigazione. Tuttavia, l’urbanizzazione e le attività umane hanno aumentato la vulnerabilità, alterando il deflusso delle acque e costruendo sino ai lembi più esposti del versante.
