Niscemi, oltre la zona rossa la città prova a tornare alla normalità

Niscemi, oltre la zona rossa la città prova a tornare alla normalità

Intanto alcuni residenti stanno rientrando nelle proprie abitazioni.
«Sono tornata appena è stato possibile dopo quasi quaranta giorni ed è stata una liberazione», racconta Daniela, mentre pulisce casa.

Ripartono lentamente anche le attività professionali. «Ho finalmente riaperto lo studio e ricomincio a ricevere i pazienti, ma i disagi sono stati tanti», spiega Carlo, dentista della zona.

Restano però alcune criticità nei servizi essenziali. In diverse aree manca ancora il gas metano, mentre l’acqua è stata ripristinata. «Il metano tornerà nei prossimi giorni, con riattivazioni progressive settore per settore», assicura il sindaco.

Le operazioni di recupero e messa in sicurezza nell’area più colpita riprenderanno la prossima settimana. Torneranno in azione le squadre specializzate Usar, impegnate negli interventi di soccorso in ambienti complessi, per proseguire il lavoro sugli edifici più a rischio.

Il caso della frana del 1997

Sulla vicenda interviene anche il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci, che richiama l’attenzione su una questione rimasta irrisolta per decenni: la frana del 1997. “Qualcuno nel tempo ha avuto interesse a far calare il sipario su quella frana, lasciata nel dimenticatoio”, afferma Musumeci in un’intervista al quotidiano La Sicilia.

Il ministro ricorda che all’epoca si decise di abbattere cento case, ma ne furono demolite soltanto 25. «Le altre che fine hanno fatto?», si chiede. Durante i suoi cinque anni da presidente della Regione Siciliana, spiega Musumeci, l’unica richiesta ricevuta dal Comune riguardava la riparazione di una strada provinciale crollata. «Abbiamo realizzato quell’opera in poco tempo, spendendo 1,2 milioni di euro. Ma non si è mai parlato del pericolo frana per l’abitato».

Secondo il ministro, la frana che ha colpito l’area potrebbe essere stata inevitabile. “Temo che fosse inarrestabile già dopo l’evento del 1997”, afferma.

Intanto Niscemi resta sospesa tra ferite ancora aperte e la voglia di ripartire. La comunità prova a ricostruire la propria quotidianità, passo dopo passo, tra difficoltà, speranza e resilienza.

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