Niente mercatino allo Zen per il funerale di un pregiudicato: è polemica

Il mercato rionale dello Zen, previsto come ogni giovedì nell’area popolare di Palermo, non si è svolto. Alla base dello stop ci sarebbe un episodio considerato particolarmente grave da rappresentanti politici e amministrativi, che parlano di una possibile imposizione con modalità intimidatorie.

Secondo quanto denunciato, sui social sarebbe stato diffuso un messaggio riconducibile a soggetti già coinvolti in procedimenti giudiziari, con l’indicazione che il mercato non avrebbe dovuto avere luogo e l’invito a far circolare la comunicazione tra gli operatori. Un avviso che, di fatto, avrebbe determinato l’assenza dei commercianti e impedito il montaggio dei gazebo.

A impedirne l’allestimento sarebbe stato un gruppo di giovani a bordo di scooter che, secondo quanto ricostruito, avrebbe intimato ai commercianti di non montare gli stand per rispettare il “diktat” diffuso sui social dalla famiglia di Carmelo Barone, 64 anni, con precedenti di polizia e imputato nel processo nato dall’operazione antimafia “Bivio”.

Nei post pubblicati online dai figli Veronica e Beppe Barone si invitavano gli ambulanti a non svolgere il mercato nel giorno dei funerali del padre: “Ci scusiamo con le persone del mercato ma essendo che nostro padre è molto amato e conosciuto non si fa il mercato, fatelo girare nel modo che arriva a tutti”.

Secondo le testimonianze raccolte, alcuni giovani si sarebbero avvicinati ai mercatari con atteggiamento minaccioso, ribadendo che il mercato non si sarebbe dovuto svolgere. Alla fine gli ambulanti hanno rinunciato ad aprire i banchi.

Chi era il defunto


Durante i funerali di Carmelo Barone, celebrati allo Zen, decine di persone hanno partecipato al corteo funebre tra palloncini lanciati in cielo e fuochi d’artificio. Barone era stato arrestato e successivamente scarcerato per una sparatoria avvenuta nel 2020 proprio nella stessa zona del mercato rionale.  L’uomo, 64 anni, con precedenti di polizia, indagato per tentativo di omicidio e porto abusivo di armi clandestine, e imputato nel processo scaturito dall’operazione antimafia Bivio.

A impedirne l’allestimento sarebbe stato un gruppo di giovani a bordo di scooter che, secondo quanto ricostruito, avrebbe intimato ai commercianti di non montare gli stand per rispettare il “diktat” diffuso sui social dalla famiglia di Carmelo Barone, 64 anni, con precedenti di polizia e imputato nel processo nato dall’operazione antimafia “Bivio”.

I post dei figli

Nei post pubblicati online dai figli Veronica e Beppe Barone si invitavano gli ambulanti a non svolgere il mercato nel giorno dei funerali del padre: “Ci scusiamo con le persone del mercato ma essendo che nostro padre è molto amato e conosciuto non si fa il mercato, fatelo girare nel modo che arriva a tutti”.

Secondo le testimonianze raccolte, alcuni giovani si sarebbero avvicinati ai mercatari con atteggiamento minaccioso, ribadendo che il mercato non si sarebbe dovuto svolgere. Alla fine gli ambulanti hanno rinunciato ad aprire i banchi.

Denunce e reazioni politiche

A portare all’attenzione pubblica la vicenda sono stati il deputato regionale Ismaele La Vardera e i consiglieri comunali Giulia Argiroffi e Ugo Forello, che hanno parlato di un episodio “incredibile” e potenzialmente riconducibile a dinamiche di pressione sul territorio.
La situazione ha immediatamente spinto l’amministrazione comunale a intervenire per verifiche e accertamenti.

Intervento del Comune e segnalazione alle autorità


L’assessore alle Attività produttive del Comune di Palermo, Giuliano Forzinetti, si è recato sul posto esprimendo una ferma condanna per quanto accaduto. Il quadro emerso è stato definito “grave e preoccupante”, tale da non poter essere sottovalutato.

È stata annunciata la trasmissione di una segnalazione alle autorità competenti per accertare i fatti e individuare eventuali responsabilità. L’obiettivo è chiarire ogni circostanza che avrebbe impedito lo svolgimento del mercato.

“Non è accettabile che qualcuno possa ostacolare o condizionare il libero esercizio delle attività economiche”, ha dichiarato l’assessore, ribadendo la necessità di legalità, lavoro e presenza istituzionale nei quartieri più complessi della città.

Quartieri e legalità: una sfida aperta

Il mancato svolgimento del mercato riaccende il dibattito sulla sicurezza e sulla tenuta delle attività economiche nei quartieri periferici di Palermo. I mercati rionali rappresentano spesso un punto di riferimento fondamentale per residenti e commercianti, oltre che una fonte di reddito stabile per molte famiglie.

Le autorità competenti dovranno ora chiarire la natura dell’episodio e verificare eventuali responsabilità, mentre resta alta l’attenzione istituzionale sulla tutela della legalità e delle attività produttive nel territorio.

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