Naufragio al largo di Lampedusa: disperso un bimbo di due anni, salvate 64 persone
Sul naufragio è intervenuta anche Save the Children, che ha espresso forte preoccupazione per l’ennesima tragedia nel Mediterraneo.
L’organizzazione sottolinea come la scomparsa del bambino rappresenti il prezzo pagato da persone in fuga da povertà, violenze e persecuzioni, evidenziando che ogni ritardo o scelta politica che limiti i soccorsi in mare mette a rischio vite umane. Negli ultimi tre anni, ricorda Save the Children, più di cento bambini ogni anno hanno perso la vita o risultano dispersi nel Mediterraneo.
Il team dell’organizzazione, in collaborazione con la Croce Rossa Italiana e con le altre realtà presenti sull’isola, sta fornendo assistenza ai superstiti appena sbarcati.
Save the Children ribadisce inoltre la necessità di aprire canali regolari e sicuri verso l’Europa e di attivare un sistema coordinato di ricerca e soccorso nel Mediterraneo, nel rispetto del diritto internazionale e dei principi di solidarietà su cui si fonda l’Unione Europea. Secondo l’organizzazione, eventuali restrizioni alle navi impegnate nei soccorsi, comprese quelle delle organizzazioni umanitarie o delle navi mercantili, rischierebbero di mettere ulteriormente in pericolo migliaia di vite, in particolare quelle di bambini e minori non accompagnati.
