Morto in detenzione Brooklyn Rivera, difensore delle terre indigene in Nicaragua.
Un Lungo Percorso di Resistenza
La vita di Brooklyn Rivera è stata caratterizzata da combattimenti per i diritti indigeni, iniziando dopo la rivoluzione Sandinista del 1979. In quel periodo, il nuovo governo cercò di integrare la Costa Atlantica in un progetto nazionale dominato dal Pacifico. Tuttavia, per i Miskitu, questa integrazione si tradusse in sorveglianza, arresti e violenze. Rivera fu arrestato nel 1981 mentre guidava Misurasata, un’organizzazione indigena. L’80% dei Miskitu venne costretto a lasciare i loro villaggi lungo il Río Coco, molti trovando rifugio in Honduras. La causa di Rivera si concentrava sull’ottenere un territorio indigeno autonomo in Yapti Tasba, la patria ancestrale.
Nel corso degli anni ’80, Rivera contribuì a fondare Yatama, un’organizzazione che chiedeva la repatriazione dei rifugiati e sosteneva la giustizia sociale attraverso l’autogoverno. L’autonomia della Costa Caraibica della Nicaragua è stata successivamente incorporata nella Costituzione nel 1987, un grande traguardo ma ancora incompleto. Per Rivera, l’autonomia significava ottenere un titolo legale, un controllo territoriale e protezione dall’economia estrattiva del passato. Scrisse di una regione ricca di risorse naturali, ma anche di una minaccia crescente rappresentata dall’invasione di coloni armati.
