Morta in un incidente aereo Lydia Möcklinghoff, esperta della formichiera gigante, aveva 45 anni.
Lydia era consapevole che il Pantanal stava cambiando. Dati ambientali come la siccità e la pressione sulle risorse idriche influiscevano sul suo habitat di lavoro. Negli articoli pubblicava le sue osservazioni sui danni e sulle possibilità di recupero, ponendo sempre domande pratiche: quali fattori consentono a un animale, un’area umida o una comunità umana di resistere?
La sua voce pubblica era importante, poiché le specie che studiava avrebbero potuto facilmente essere ignorate. Il formichiere gigante non godeva della fama di animali simbolici come il giaguaro, eppure lei ha impiegato questa sfida come un motivo per intensificare i suoi sforzi, dando al pubblico motivi per prendersene cura.
Esisteva un coraggio in questa scelta, non una ricerca sconsiderata del pericolo, ma una determinazione silenziosa propria della scienza sul campo: tornare, osservare, spiegare, raccogliere fondi e soprattutto invitare le persone a guardare di nuovo ciò che avevano appena notato.
Pur trattando temi difficili, Lydia riusciva a farlo con un tocco di leggerezza, rendendo il suo lavoro accessibile e attraente per tutti.
