Monitoraggio della flotta di estrazione mineraria sottomarina della Cina: il nostro approccio innovativo.

Indagini sulla flotta di miniere sottomarine cinesi

Nel mese di marzo, Elizabeth Claire Alberts di Mongabay e Kara Fox di CNN International hanno collaborato a un’inchiesta approfondita riguardante le ambizioni della flotta di miniere sottomarine cinesi e i presunti usi militari delle navi oceanografiche utilizzate. Questo progetto è stato supportato dal Pulitzer Center, dove Alberts ha lavorato come borsista nell’Ocean Reporting Network per il 2024-2025. Un dato chiave emerso dall’inchiesta è che otto navi cinesi coinvolte nella ricerca per le miniere sottomarine hanno trascorso solo il 6% del loro tempo in mare negli ultimi cinque anni in aree designate per l’estrazione mineraria a livello internazionale, spendendo invece il resto del tempo in zone identificate da esperti occidentali come strategicamente importanti per motivi militari.

L’indagine mette in luce che l’industria emergente della miniera sottomarina non solo comporta potenziali rischi ambientali, ma presenta anche significative implicazioni geopolitiche. L’articolo spiega come Alberts e Fox abbiano collaborato per portare avanti quest’inchiesta, attirando l’attenzione internazionale e venendo citate da pubblicazioni come The New York Times e Inkstick Media.


Le ambizioni geopolitiche della Cina

Non ci siamo prefissati di indagare sulla flotta di miniere sottomarine cinesi, ma man mano che la nostra ricerca sull’industria in crescita si sviluppava durante il nostro anno di collaborazione, è emerso che un’inchiesta sul presunto uso militare della flotta stava prendendo forma come una storia importante e poco raccontata.

Poco dopo aver avviato il nostro progetto congiunto, la geopolitica attorno allo scenario della miniera sottomarina ha cominciato a cambiare rapidamente. Nel febbraio 2025, la Cina ha firmato un accordo con il governo delle Isole Cook per collaborare sulla ricerca e l’esplorazione delle miniere sottomarine, contemporaneamente a un accordo simile con la nazione dell’arcipelago di Kiribati. Questi sviluppi segnano una notevole espansione dell’influenza cinese nel Pacifico.

La Cina possiede il maggior numero di contratti di esplorazione emessi dall’Autorità Internazionale per i Fondali Marini (ISA), il regolatore delle miniere sottomarine affiliato all’ONU, ed è anche il suo maggior contributore finanziario. Inoltre, gestisce la più grande flotta di ricerca oceanografica al mondo. In questo contesto, una domanda centrale ci ha accompagnato: la ricerca cinese nelle miniere sottomarine è guidata esclusivamente dall’accesso alle risorse minerarie o è influenzata anche da una più ampia strategia geopolitica?


Abbiamo appurato che l’interesse della Cina per le miniere sottomarine è motivato da entrambi questi fattori. Alcune delle sue navi erano impegnate sia in lavori di estrazione mineraria che in attività di sorveglianza strategica.

Nel frattempo, gli sforzi per le miniere sottomarine si sono intensificati negli Stati Uniti. A marzo 2025, The Metals Company, un’impresa canadese, ha annunciato l’intenzione di presentare una domanda di estrazione negli Stati Uniti, nonostante detenga già una licenza di esplorazione con l’ISA. I critici sostengono che tale mossa violerebbe il diritto internazionale e costituirebbe una violazione degli obblighi verso l’ISA. Un mese dopo, l’amministrazione Trump ha emesso un’ordinanza esecutiva per accelerare unilateralmente i piani di estrazione sottomarina degli Stati Uniti in acque nazionali e internazionali, citando tra le ragioni principali la necessità di “contrastare l’influenza crescente della Cina sulle risorse minerarie dei fondali marini”.

Raccolta e analisi dei dati

Lavorando come un team collaborativo, abbiamo fuso le nostre competenze distinte per svelare questa complessa storia marittima. Abbiamo analizzato cinque anni di dati di navigazione da MarineTraffic, presentato richieste di accesso agli atti e stabilito relazioni con esperti che hanno fornito feedback cruciali. Supportati dai redattori di dati delle nostre organizzazioni e dal team di ricerca del Pulitzer Center, abbiamo trasformato dati grezzi e recensioni esperte in un’indagine completa e verificata.

Inizialmente, ci siamo concentrati su contenuti già disponibili al pubblico, consultando esperti che avevano scritto riguardo il presunto uso duplice della flotta oceanografica cinese. Tra questi, Darshana Baruah, Liselotte Odgaard e Pooja Bhatt hanno offerto preziose intuizioni che hanno arricchito la nostra ricerca.

Successivamente, abbiamo identificato le navi cinesi coinvolte nella ricerca mineraria, consultando fonti statali e pubblicazioni recenti. Ci sono oltre 40 navi nella flotta di ricerca mineraria cinese. Attraverso la nostra inchiesta, abbiamo stilato un elenco di otto navi che hanno trascorso tempo in aree di esplorazione contrattate da aziende cinesi negli ultimi cinque anni.


Analizzando dati di tracciamento delle navi, il nostro focus si è concentrato su alcuni criteri specifici, come visite a porti militari cinesi, lenti viaggi in zone economiche esclusive di altri paesi, e periodi in cui le navi hanno disattivato il sistema di identificazione automatica (AIS). L’analisi ha rivelato che, negli ultimi cinque anni, queste otto navi hanno trascorso un totale combinato di 814 giorni operando in o vicino ad aree licenziate dall’ISA.

L’attività di queste navi ha mostrato segni che meritavano ulteriori indagini, come il periodo in cui una nave è rimasta nei confini di un’altra EEZ o, sorprendentemente, disattivando l’AIS. Queste informazioni sono state incrociate con notizie locali e analisi per ottenere ulteriori indizi.

Il richiamo alla responsabilità ambientale ha rappresentato un aspetto fondamentale della nostra ricerca, poiché i rischi associati alle miniere sottomarine potrebbero avere impatti duraturi sull’ambiente marino. Gli esperti suggeriscono che potrebbero verificarsi alterazioni della fauna e della flora marina che potrebbero risultare irreversibili.

In questo lavoro, la distinzione tra ricerca scientifica e raccolta di informazioni militari è stata basata sull’interpretazione di esperti. Abbiamo considerato importanti i pareri di diversi analisti per garantire che i nostri risultati fossero accurati e privi di bias.

La nostra inchiesta è stata pubblicata attraverso Mongabay e CNN International, ciascuna con un approccio su misura per le rispettive piattaforme. Mentre l’inchiesta di CNN si è concentrata più sulla geopolitica, Mongabay ha approfondito il ruolo complessivo della Cina nelle miniere sottomarine.

Per ulteriori informazioni, consultare fonti ufficiali come l’Autorità Internazionale per i Fondali Marini (ISA) e il Pulitzer Center.


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Luigi Salemi: