Mondello, i lavoratori della Italo Belga in protesta: “Chiediamo rispetto, dignità e certezze”
La decisione della Regione di escludere la società dalla gestione di una parte della spiaggia ha acceso la protesta. L’azienda ha presentato ricorso al Tar, ma nel frattempo cresce la preoccupazione tra i dipendenti, molti dei quali rischiano di restare senza lavoro alla vigilia della stagione estiva.A pesare è anche il clima attorno alla vicenda, segnato da notizie su presunti legami indiretti con ambienti mafiosi.
“Non siamo mafiosi”, hanno scandito più volte i manifestanti. “Non siamo servi né figli di nessuno e non vogliamo essere etichettati come espressione di alcun politico”.
Nonostante le dichiarazioni, al corteo erano presenti alcuni consiglieri di circoscrizione vicini all’area dell’assessore regionale Edy Tamajo, tra cui Ferdinando Cusimano e Vincenzo Raccampo, rimasto al fianco dei lavoratori per tutta la manifestazione. Alla protesta hanno preso parte anche i titolari della “Pizza Street”, attività ambulante del litorale: “Anche noi come le 240 famiglie abbiamo perso il lavoro”, si leggeva su uno dei cartelli esposti.
Il ricordo di chi non c’è più
Momenti di forte commozione durante il corteo. Un cartello mostrava la foto di Pietro La Pina: “Si è suicidato dopo aver perso il lavoro, che era quanto di più caro avesse”, ha raccontato Angela Spina. Per lui i manifestanti hanno osservato un lungo applauso. Poco prima, il corteo si era fermato anche nel punto in cui anni fa un lavoratore perse la vita: “Massimo sarebbe stato con noi oggi per difendere il suo posto di lavoro”, hanno detto al megafono.
Abbonati e “capanne”: un altro nodo aperto
Tra i presenti anche alcuni storici abbonati delle “capanne”, strutture simbolo di Mondello che potrebbero scomparire definitivamente: i nuovi bandi regionali ne vietano infatti la presenza. “Ci auguriamo che il Tar sospenda la revoca – ha detto Marisa Marino – e non capiamo perché la Regione abbia vietato le capanne”.
