Maxi fabbrica di sigarette illegale scoperta dalla Guardia di Finanza
Al momento dell’irruzione, nello stabilimento erano presenti tre cittadini di nazionalità moldava. I soggetti sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria per i reati di detenzione di tabacchi lavorati di contrabbando e di contraffazione di marchi. Le indagini proseguono per individuare eventuali altri responsabili e la rete di distribuzione.
Tecnologie anti-controllo per eludere le indagini
Particolarmente sofisticate le misure adottate dall’organizzazione criminale per eludere i controlli. I trasportatori utilizzavano dispositivi jammer per bloccare i segnali GSM e GPS e rilevatori di frequenze per individuare eventuali apparecchiature di localizzazione. Queste precauzioni hanno reso complessa l’individuazione del sito produttivo.
Per localizzare l’impianto, la Guardia di Finanza ha messo in campo una lunga attività investigativa basata su monitoraggi prolungati, servizi di appostamento e pedinamento, sistemi di videosorveglianza e sull’impiego di droni. Un lavoro meticoloso che ha permesso di ricostruire l’intera filiera illegale.
Un giro d’affari da oltre 120 milioni l’anno
Secondo le stime degli investigatori, l’impianto avrebbe garantito circa 350 mila euro di profitto illecito al giorno e oltre 120 milioni di euro l’anno. Il danno complessivo alle finanze pubbliche, tra accise e IVA evasa, è stato stimato in circa 80 milioni di euro. Solo il materiale sequestrato avrebbe causato un mancato introito immediato di 1,3 milioni di euro.

