Mauritania: stop all’eccesso di farina di pesce con nuove regolamentazioni governative.

Mauritania: stop all’eccesso di farina di pesce con nuove regolamentazioni governative.

Le Cause della Crisi

La farina di pesce, utilizzata principalmente come mangime animale, è prodotta schiacciando, essiccando e macinando il pesce in polvere, da cui si ricava anche l’olio di pesce. Fino al 2017, il settore era in continua espansione, con Mauritania che produceva oltre 128.000 tonnellate di farina di pesce nel 2020. Tuttavia, l’enorme volume di pesce catturato non è stato sostenibile.

Il Ministero della Pesca e dell’Economia Marina della Mauritania mira ora a un completo passaggio dalla produzione di farina di pesce al trattamento del pesce per il consumo umano. “Per noi, la produzione di farina di pesce non è creazione di valore, è distruzione”, ha dichiarato Mohamed Ould M’Bareck, un funzionario del ministero responsabile del settore.

Anche se la Mauritania vanta un ricco patrimonio ittico lungo i suoi 754 chilometri di costa, l’industria è stata sfruttata principalmente da pescherecci stranieri e tralci industriali, che hanno soppiantato i pescatori locali e incrementato la pressione sulle risorse ittiche. La crescente apertura del settore ha portato a un incremento preoccupante dell’overfishing, in particolare per specie come la sardina tonda e piatta, che erano preferite dai produttori di farina di pesce.

L’Intervento del Governo

La prima indicazione di una presa di posizione più severa da parte del governo risale alla sua strategia di sviluppo sostenibile del 2015, che ha evidenziato l’”espansione incontrollata” dell’industria della farina di pesce. L’anno successivo, sono stati introdotti dei limiti alla quantità di pesce grezzo utilizzabile da ciascun stabilimento, fissando un tetto annuale di 10.000 tonnellate, da ridurre progressivamente.


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