Margaret Spada, rinviati a giudizio i due chirurghi: il processo al via il 9 marzo

Sono stati rinviati a giudizio Marco e Marco Antonio Procopio, padre e figlio, i due chirurghi estetici accusati di omicidio colposo per la morte di Margaret Spada, la 22enne originaria di Lentini deceduta a Roma nel novembre 2024 dopo un intervento al naso.

Il gup di Roma ha disposto il processo nei confronti dei due professionisti, che dovranno rispondere delle contestazioni mosse dalla Procura in relazione alla morte della giovane. Il processo è stato fissato per il 9 marzo davanti alla nona sezione collegiale.

Il giudice ha inoltre ammesso come parti civili i genitori di Margaret e il fidanzato della ragazza, che quel giorno era con lei nello studio medico dove avrebbe dovuto sottoporsi all’intervento.

Il viaggio da Lentini a Roma per l’intervento

Margaret Agata Spada, 22 anni, era partita dalla Sicilia insieme al fidanzato per raggiungere Roma e sottoporsi a un intervento di rinoplastica parziale. La giovane aveva individuato il medico attraverso i contenuti pubblicizzati sui social network e aveva scelto lo studio dei Procopio, nella zona dell’Eur.

Il 4 novembre 2024 Margaret era arrivata nella Capitale per l’appuntamento. Secondo quanto ricostruito all’epoca, poco dopo l’anestesia la ragazza aveva iniziato a sentirsi male. I medici avevano avvertito il fidanzato, che si trovava nella sala d’attesa e che era poi entrato nella stanza, riuscendo a documentare con il cellulare alcuni dei momenti concitati.

Le condizioni della 22enne si erano rapidamente aggravate. Margaret era stata soccorsa dal personale del 118 e trasportata in ospedale, ma era rimasta in coma per alcuni giorni. Il 7 novembre 2024 è arrivata la morte.

L’inchiesta e i dubbi sulle condizioni dello studio

Subito dopo la tragedia la Procura di Roma aveva aperto un’inchiesta per omicidio colposo e lo studio medico era stato sequestrato. Gli investigatori avevano avviato accertamenti per ricostruire sia le cause del decesso sia le modalità con cui era stato eseguito l’intervento.

L’autopsia aveva evidenziato un quadro di grave sofferenza e un arresto cardiocircolatorio, mentre ulteriori esami erano stati disposti per chiarire l’origine del malore e le cause della morte. Gli accertamenti si erano concentrati anche sul rispetto delle procedure e sulla presenza nello studio delle attrezzature necessarie per affrontare eventuali emergenze.

Nel corso delle indagini erano inoltre emerse perplessità sulla documentazione sanitaria presente nella struttura. Secondo quanto riportato all’epoca, gli investigatori avevano trovato una situazione documentale ritenuta particolarmente carente, con verifiche anche sulle autorizzazioni dello studio e sulla sua idoneità a svolgere determinate attività.

La vicenda ha suscitato grande attenzione anche in Sicilia, perché Margaret era originaria di Lentini, nel Siracusano, e la sua morte aveva profondamente colpito la comunità di provenienza.

Ora, a quasi due anni dalla tragedia, sarà il processo a stabilire eventuali responsabilità penali dei due medici. Il rinvio a giudizio non equivale a una condanna: Marco e Marco Antonio Procopio restano presunti innocenti fino a una eventuale sentenza definitiva.

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