Mappatura delle rotte migratorie di 89 specie di uccelli a rischio in America.

Atlas delle Rotte Migratorie delle Americhe: Un Strumento Inedito per la Conservazione degli Uccelli

È stato recentemente pubblicato l’”Atlas for the Americas Flyways”, un innovativo strumento che mappa in dettaglio le rotte migratorie di 89 specie di uccelli migratori a rischio di declino demografico significativo nel continente americano. Questo atlas non solo identifica i luoghi di nidificazione, le aree invernali e le tappe lungo il cammino, ma rappresenta anche la prima mappatura così dettagliata delle rotte migratorie a livello emiferico.

I dati altamente specifici contenuti nell’atlas sono destinati a fornire a politici, conservazionisti e ricercatori strumenti utili per prendere decisioni informate sulla protezione di queste specie migratorie lungo le loro rotte. Le informazioni messe in evidenza riguardano la connettività migratoria, con punti chiave localizzati in Nord, Centro e Sud America. È fondamentale mantenere l’integrità ambientale di questi luoghi, che includono zone tropicali come la penisola dello Yucatán in Messico e il Pantanal in Brasile e Paraguay.


Importanza e Utilizzo dell’Atlas

Annunciato alla fine di marzo, il sito web dell’”Atlas for the Americas Flyways” traccia le alti concentrazioni di specie di uccelli migratori lungo le loro rotte in America. Questo strumento, sostenuto dalle Nazioni Unite, identifica i luoghi di nidificazione più trafficati, le aree di sosta migratoria e le zone invernali, con l’obiettivo di fornire indicazioni pratiche a politici e conservazionisti su come proteggere queste specie.

Esaminando 89 specie migratorie a rischio su un totale di 622 che attraversano il continente americano, l’atlas offre a chiunque la possibilità di esplorare i viaggi annuali di questi uccelli. Il progetto è stato sviluppato da ricercatori del Cornell Lab of Ornithology e della Convenzione sulla Conservazione delle Specie Migratorie di Animali Selvatici (CMS), estendendo la mappatura a 56 paesi delle Americhe e focalizzandosi sulle rotte dell’Atlantico, del Pacifico e del centro continente.


Un esempio notevole è il piovanello dal petto buffo, una specie migratoria che rischia l’estinzione a causa del rapido declino della popolazione dovuto alla perdita di habitat nei suoi luoghi di svernamento in Sud America. Questo strumento di mappatura è stato creato utilizzando 20 anni di dati raccolti dal sito eBird del Cornell Lab, un progetto di citizen science che monitora la distribuzione e l’abbondanza degli uccelli. Senza il contributo volontario di questa vasta comunità globale, compilare l’atlas non sarebbe stato possibile.

“Questa è una delle prime volte che un’agenzia intergovernativa ha promosso i risultati della scienza partecipativa in un modo così rilevante per le politiche,” ha dichiarato Tom Auer, ornitologo del Cornell University. “È molto stimolante vedere il vero impatto della scienza sulla politica e sui piani governativi.”


L’atlas comprende due appendici: l’Appendice I, che include specie migratorie considerate in pericolo di estinzione, e l’Appendice II, composta da 89 specie con uno status di conservazione sfavorevole, che necessitano di accordi internazionali per la loro gestione.

Auer identifica l’America Centrale come la regione più vitale per queste specie a rischio, poiché costituisce un collegamento tra le due masse continentali. In particolare, l’atlas mette in evidenza le foreste Maya della penisola dello Yucatán, utilizzate come zone invernali e vie migratorie verso nord per molte specie. Anche il Pantanal in Brasile e Paraguay, il più grande umido tropicale del mondo, è una delle principali località per svernare.


Il Pantanal e la regione dell’Amazzonia sono tra i luoghi con le più alte concentrazioni di uccelli migratori a rischio, secondo l’atlas. Gli studiosi sperano che identificare questi hotspot possa essere utile per i politici e i conservazionisti nella protezione degli uccelli migratori. La perdita e la degradazione degli habitat sono le principali minacce per gli uccelli. Secondo BirdLife International, il 61% delle specie di uccelli ha popolazioni in declino, un aumento rispetto al 44% nel 2016.

La connettività migratoria collega le Americhe; mentre gli uccelli attraversano i continenti annualmente, utilizzano luoghi di nidificazione, aree invernali e siti di sosta che possono essere distanti migliaia di chilometri. Sebbene questi luoghi possano sembrare punti isolati, visti insieme nell’atlas, offrono una connessione fluida tra i molti posti di cui milioni di uccelli migratori hanno bisogno per sopravvivere.


“La connessione tra i luoghi di nidificazione e quelli invernali definisce davvero la loro connettività,” sottolinea Auer. Comprendere come questi luoghi siano interconnessi è cruciale per la loro conservazione. Secondo Peter Marra, ornitologo e decano dell’Institute for the Environment and Sustainability della Georgetown University, conoscere i luoghi a rischio per gli uccelli migratori è fondamentale.

L’atlas non solo offre una visione emiferica delle rotte migratorie e dell’abbondanza di uccelli, ma la sua risoluzione spaziale di 3 chilometri per 3 chilometri permette di localizzare precisamente dove concentrare gli sforzi di conservazione. “I paesi partner potrebbero utilizzare l’atlas per trovare spazi comuni in cui concentrare il lavoro a beneficio di queste specie,” aggiunge Auer.


Le informazioni geografiche super specifiche nell’atlas possono anche aiutare i pianificatori a conoscere dove costruire e dove evitare, argomenta Fraenkel. “Gli uccelli continueranno a migrare anche se costruiamo, e ci sono azioni che possiamo intraprendere per accoglierli,” afferma. Una corretta pianificazione e gestione possono fare la differenza nella conservazione di queste specie vulnerabili.

Per maggiori informazioni, è possibile consultare le fonti ufficiali come la BirdLife International e il Cornell Lab of Ornithology. L’attività di mappatura e le evidenze presentate dall’atlas rappresentano un passo importante nella conservazione degli uccelli migratori e dei loro habitat.

Non perderti tutte le notizie di green su sicilianews24.it

Luigi Salemi: