Dalla Foresta Atlantica all’Amazzonia: Alexandre de Santi esplora verità nascoste e solidarietà in Brasile.

Il Ruolo di Alexandre de Santi in Mongabay

Alexandre de Santi è il caporedattore di Mongabay per il Brasile, dove dirige la copertura dell’Amazzonia e di altre questioni ambientali nazionali. La sua carriera, che si estende per oltre vent’anni, include la fondazione dello studio investigativo Fronteira e un ruolo da vice redattore presso The Intercept Brasile, dove ha condotto importanti inchieste. Dal 2022, de Santi ha adottato un approccio collaborativo al giornalismo investigativo. Uno dei suoi lavori più significativi è stata l’editing di un’inchiesta che ha rivelato legami tra i crediti di carbonio dell’Amazzonia e il riciclaggio di legno.

De Santi ha sempre ritenuto che la crisi climatica rappresenti “la sfida più grande della mia generazione”. Prima di approdare a Mongabay, ha intrapreso la carriera nel giornalismo nel 1999, inclusa la fondazione di uno studio editoriale e un impegno attivo in organizzazioni non profit nel settore dell’informazione. Nel suo lavoro attuale, cerca di rispettare e far conoscere le storie di natura e ambiente in Brasile.


Il Legame tra Urbanizzazione e Natura

Living in Brazil significa immergersi in una straordinaria natura, anche se urbani. De Santi sottolinea come, nonostante l’urbanizzazione, ci sia sempre una connessione profonda con l’ambiente naturale. “L’Amazzonia ha ancora oltre l’80% della sua foresta”, afferma, “ed è fondamentale trovare modi per convivere con essa piuttosto che distruggerla”.

Il caporedattore ritiene che le comunità indigene abbiano storicamente compreso come vivere in armonia con la natura, a differenza della mentalità di sviluppo che spesso ignora queste pratiche sostenibili. La sfida contemporanea è quella di integrare queste conoscenze ancestrali nel moderno contesto di crescita e sviluppo.

De Santi è particolarmente orgoglioso dell’inchiesta del 2024 sul mercato dei crediti di carbonio in Brasile, in cui ha rivelato un caso di riciclaggio legname. Questo lavoro non solo ha mostrato un lato oscuro del mercato dei crediti di carbonio, ma ha anche portato a importanti arresti e confiscamenti di beni.


Per il caporedattore, il lavoro cooperativo si rivela essenziale nell’affrontare le minacce ecosistemiche, come quelle che interessano l’Amazzonia. “Il fulcro del nostro lavoro è il racconto a lungo termine delle storie, e sono fortunato a collaborare con giornalisti talentuosi come Fernanda Wenzel”, afferma. Crede fermamente che Mongabay offra l’ambiente ideale per raccontare storie ricche e significative.

Santi enfatizza l’importanza di mettersi nei panni dei lettori per produrre notizie rilevanti e coinvolgenti. “Per me, è fondamentale chiedermi se sono ispirato dalla lettura”, dice. Questa mentalità lo guida nel processo di editing e sviluppo delle storie.

Le sue esperienze e il suo amore per il giornalismo non si limitano alla scrittura. De Santi è anche un appassionato musicista e suona la chitarra, aprendosi a nuove forme di creatività al di fuori della sua vita professionale.


Nel corso della nostra conversazione, abbiamo esplorato il suo approccio al giornalismo, le soddisfazioni e le sfide di lavorare su storie ambientali e come soddisfare le aspettative del pubblico possa influenzare positivamente il suo lavoro. “La chiave per un buon giornalismo è quella di mantenere una prospettiva fresca e originale”, afferma de Santi.

Il suo sguardo sull’Amazzonia è un mix di speranza e realismo. Anche se riconosce che molte delle questioni ambientali sono radicate in decenni di sfruttamento, è convinto che esista ancora un potenziale straordinario per migliorare le cose. “Ci sono opportunità per fare la differenza, sia a livello personale che collettivo”, dice con entusiasmo.

Alexandre de Santi è un esempio vivente dell’impatto che può avere un giornalista impegnato a raccontare storie vitali per il nostro futuro.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti sulle questioni ambientali in Brasile e nel mondo, visita le risorse ufficiali di Mongabay.

Fonti ufficiali:

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Luigi Salemi: