La Deforestazione nella Terra Indigena Ituna/Itatá in Brasile
La terra indigena Ituna/Itatá, situata nello stato del Pará in Brasile, ha subito una significativa perdita di copertura forestale, pari a 2.170 ettari tra il 2022 e il 2025. Nonostante esistano ordini di restrizione dell’uso del suolo per proteggere le persone in isolamento volontario, il fenomeno della deforestazione illegale continua a rappresentare una grave minaccia. Secondo i dati di Global Forest Watch, la situazione è particolarmente preoccupante, poiché la terra ha subito più interventi di restrizione dal 2011, ma le invasioni continuano a persistere.
Cause della Deforestazione
Le autorità hanno comunicato a Mongabay che la deforestazione illegale è perpetrata da via di ladri di terra, i quali abbattano gli alberi senza permessi per creare pascoli per il bestiame e altre attività agricole. Cleiton Gabriel, coordinatore della Frontiera di Protezione Etno-Ambientale del Medio Xingu, ha sottolineato che questa perdita di foresta è una diretta conseguenza dell’occupazione illegale del territorio. “Le attività agricole intensive, come l’allevamento di bestiame, sono i principali fattori che contribuiscono alla deforestazione,” ha affermato Gabriel.
Questa preoccupante situazione è aggravata dalla presenza costante di invasori, che non solo danneggiano l’ambiente, ma pongono anche a rischio la salute delle popolazioni indigene. La popolazione dell’Igarapé Ipiaçava, ad esempio, è caratterizzata da una “vulnerabilità immunologica estrema”, esponendola a potenziali malattie contagiose.
Misure Adoptate e Loro Impatti
Nel 2023, il governo federale brasiliano ha condotto operazioni per rimuovere gli invasori e prevenire ulteriori degradi ambientali. Nonostante i dati satellitari indichino che la perdita di foresta continua, è stato documentato un significativo abbattimento del ritmo di deforestazione nel 2025. Questo è un segnale positivo, anche se sorgono ancora preoccupazioni riguardanti il futuro della foresta.
Nonostante le misure adottate, come l’ordine di restrizione dell’uso del suolo che vige dal 2011, una parte fondamentale degli sforzi di Funai—l’agenzia brasiliana per gli affari indigeni—non è riuscita a fermare le invasioni. La sofferenza ecologica è stata drammatica, con la terra che ha perso 20.000 ettari di foresta primaria dal 2002 al 2025, infliggendo un colpo mortale alla biodiversità della regione.
Approfittare delle Scappatoie Legali
Un aspetto inquietante della questione è che i ladri di terra si avvalgono di scappatoie legali per consolidare le loro pretese di possesso irregulari. Auzerina Duarte Macuxi, avvocato indigena e responsabile del dipartimento legale di COIAB, ha affermato che gli invasori si organizzano in associazioni e suddividono Ituna/Itatá in lotti, nonostante non abbiano titoli di proprietà.
“Essi iniziano a implementare usi produttivi, come pascoli o strutture, per simulare un’occupazione economica e dimostrare un controllo sull’area,” ha spiegato Macuxi. Anche se il Brasile ha un Registro Ambientale Rurale (CAR) per le proprietà agricole, la registrazione in questo sistema non equivale a un possesso legittimo. Tuttavia, fornisce ai invasori un documento utile per richiedere la proprietà legale in tribunale.
Nonostante il sistema di registrazione dovrebbe essere attentamente monitorato, la segreteria dell’Ambiente e della Sostenibilità (Semas) in Pará ha confermato a Mongabay che il processo di registrazione è totalmente responsabilità dell’utente, senza filtri per impedire la registrazione in aree tradizionali.
Necessità di Rimozione e Riconoscimento
Macuxi ha sottolineato l’importanza di rimuovere tutti gli occupanti non indigeni e completare la demarcazione completa di Ituna/Itatá per proteggere realmente le popolazioni isolate. Dopo le operazioni del 2023, Funai ha mantenuto una base nella regione, conducendo monitoraggi e attività di sorveglianza. Da allora, sono state registrate solo piccole tentativi di invasione, prontamente contenuti.
L’operazione del governo ha mostrato segni di efficacia, con un abbattimento di circa il 75% della deforestazione nel 2024 rispetto all’anno precedente. Ma la perdita di foresta è ancora un fenomeno allarmante, e il divario tra le politiche governative e la realtà sul campo è ancora significativo.
Sforzi coordinati tra agenzie governative e organizzazioni indigene sono essenziali per preservare non solo la biodiversità ma anche i diritti delle popolazioni indigene in Brasile. Solo attraverso iniziative concrete e misure reattive, si può sperare di salvaguardare la terra indigena Ituna/Itatá e garantire la sopravvivenza delle sue popolazioni isolate.
Fonti:
- Global Forest Watch
- Funai – Agenzia brasiliana per gli affari indigeni
- COIAB – Coordinamento delle organizzazioni indigene dell’Amazzonia brasiliana
Non perderti tutte le notizie di green su sicilianews24.it