Malaysia: in tre anni perso il 20% dei suoi coralli, allerta per l’ecosistema marino
Cause e conseguenze della crisi corallina
Le cause di questa crisi sono ben note, ma la loro sovrapposizione sta causando danni particolarmente gravi. L’evento globale di sbiancamento dei coralli del 2024 ha messo a repentaglio delle barriere già compromesse da inquinamento, sviluppo costiero e un turismo intenso. I danni fisici sono diffusi. Più dell’ottanta per cento dei siti esaminati mostrano segni di rifiuti o attrezzature da pesca abbandonate, mentre oltre la metà ha subito danni causati da ancoraggi. Lo sbiancamento è stato registrato in due terzi delle località analizzate. Nelle aree del Sabah, i danni legati alla pesca con esplosivi, ormai illegale, sono stati osservati in un terzo dei siti.
La salute delle barriere coralline malayane è ulteriormente complicata dalla situazione di molte aree designate come marine protette, che stanno faticando a mantenere popolazioni di pesci chiave e invertebrati. Questo suggerisce che la protezione teorica non si traduce sempre in una gestione efficace in mare. Le implicazioni di questo declino vanno oltre la biodiversità; le barriere coralline supportano la pesca, proteggono le coste e sostengono i mezzi di sussistenza delle comunità costiere. La diminuzione di queste risorse solleva interrogativi sulla sicurezza alimentare e sulle economie locali, in particolare nelle comunità strettamente legate al turismo.
