Mafia, Schifani: “La legge “Liberi di scegliere” modello di intervento per una Sicilia che non si rassegna”
“La lotta alla criminalità organizzata non si vince solo nei tribunali o con l’azione repressiva – ha detto il presidente Schifani – e per questo la Regione Siciliana ha scelto una strada chiara: intervenire alla radice. Con la legge regionale n. 24 del 5 giugno 2025, “Liberi di scegliere”, abbiamo trasformato un’intuizione coraggiosa del presidente Di Bella in una politica pubblica strutturata. Un modello unico nel panorama nazionale, che grazie all’impegno del parlamento potrà diventare una legge applicabile in tutto il Paese, obiettivo che auspico possa essere raggiunto al più presto, costruito su un sistema vero: protezione sociale, sostegno psicologico, percorsi educativi, formazione e inserimento lavorativo.
E abbiamo istituito una cabina di regia regionale per l’attuazione della normativa che è un luogo di lavoro concreto e condiviso tra Regione, scuola, magistratura, servizi sociali, Asp, prefetture, università, Comuni. Tutti insieme per affrontare una sfida complessa. Abbiamo già stanziato circa 3 milioni di euro per l’avvio della legge – ha aggiunto Schifani – e ulteriori risorse arriveranno con le prossime variazioni di bilancio e con il Fondo sociale europeo”.
Schifani ha poi ricordato anche le politiche adottate dal governo regionale per il contrasto alle dipendenze, con la legge regionale “anti-crack”, la n. 26 del 7 ottobre 2024, e per la rigenerazione delle periferie. Come allo Zen di Palermo, a cui «abbiamo destinato oltre 18 milioni di euro per un piano articolato di interventi: otto azioni che mirano a migliorare la vivibilità del quartiere e a rafforzare il tessuto sociale. Anche questo – ha concluso – significa combattere la mafia: togliere terreno alla marginalità, restituire spazi alla legalità, rafforzare il senso di appartenenza, fare sentire presenti le istituzioni».
