L’UE abbandona la pelle nella legge contro la deforestazione dopo pressioni dell’industria.
Inoltre, ha affermato che l’emanazione di regole più complete porterebbe a un “approccio frammentato e incoerente” per l’industria della pelle, che costringerebbe la produzione di beni in pelle al di fuori dell’UE. L’EUDR entrerà in vigore il 30 dicembre per le grandi e medie imprese, mentre per le piccole aziende le normative inizieranno il 30 giugno 2027.
Una Legge Sotto Pressione
Il Regolamento è stato pensato per fermare il consumo dell’UE che contribuisce alla distruzione delle foreste all’estero e rappresenta un cambiamento ambizioso nella governance ambientale globale. Impone alle aziende che esportano merci chiave nel mercato europeo di dimostrare che non sono collegate a deforestazione o uso illegale del suolo. Originariamente, il bestiame e i prodotti derivati, comprese le pelli, erano inclusi, ma ora si prevede che vengano rimossi secondo l’emendamento proposto dalla Commissione.
Una fonte con conoscenza diretta delle discussioni ha affermato che gli eventi che si stanno svolgendo a Bruxelles sono “molto preoccupanti” e che le “decisioni motivate politicamente” vengono prese “all’ultimo minuto e in modo non trasparente”.
La Commissione ha commentato in una dichiarazione: “Il principale responsabile della deforestazione è l’espansione delle terre agricole collegate alla produzione di sette merci coperte dal regolamento – bovini, legname, cacao, soia, olio di palma, caffè, gomma e alcuni dei loro prodotti derivati”.
Le pressioni dell’industria sono emerse in un periodo in cui continui studi collegano le filiere della pelle alla deforestazione. Un’indagine di Global Witness ha documentato che Fabrizio Nuti, presidente dell’associazione conciaria UNIC, è anche presidente e CEO del Nuti Ivo Group, un’azienda conciaria collegata alla deforestazione nel Gran Chaco del Paraguay.
Immediatamente, gli attivisti hanno espresso preoccupazione che l’esclusione della pelle metta a repentaglio gli sforzi per ripulire le filiere globali, mettendo in evidenza come le catene di approvvigionamento della moda rimangano vulnerabili alla deforestazione.
La Struttura Economica della Filiera della Pelle
Se l’esenzione proseguirà, la carne bovina proveniente da animali allevati su terreni disboscati rimarrà soggetta a regolamenti, mentre la pelle di quegli stessi animali potrebbe circolare senza requisiti di due diligence equivalenti. La disputa non riguarda più se la produzione bovina causi la perdita delle foreste, ma se la pelle, un’industria europea che vale annualmente circa 125 miliardi di euro, debba essere ritenuta responsabile come parte di quella filiera.
È fondamentale per i sostenitori della regolamentazione che l’industria della pelle venga inclusa nelle disposizioni europee, per garantire una protezione reale delle foreste.
Fonti:
- Human Rights Watch
- Nature Food
- Global Witness
- Commissione Europea
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