Livelli di fame globale in calo, ma l’Africa continua a rimanere indietro, report ONU.

La Crisi Alimentare Globale e il Ruolo dell’Africa

Il rapporto dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) ha indicato che tra il 2022 e il 2025 il numero di persone affette dalla fame nel mondo è diminuito di circa 43 milioni. Nel 2025, circa il 20% degli africani si trovava in situazione di insicurezza alimentare, a fronte di solo il 6% in Asia. David Laborde, direttore della divisione economia agraria della FAO, ha sottolineato come tagli severi agli aiuti allo sviluppo, conflitti armati e urti climatici abbiano ostacolato la produzione alimentare in Africa nell’ultimo decennio.

Secondo gli analisti, è fondamentale che i governi africani smettano di promuovere pratiche agricole che dipendono da fertilizzanti e pesticidi sintetici importati. È necessario adottare metodi più efficaci che migliorino la fertilità del suolo, diversifichino le colture e le diete degli agricoltori e si dimostrino più resilienti agli shock esterni.


Situazione Attuale della Sicurezza Alimentare in Africa

Nel suo ultimo rapporto sulla sicurezza alimentare e nutrizionale a livello globale, la FAO afferma che la fame è diminuita per il terzo anno consecutivo, ma l’Africa continua a rappresentare la regione con il numero più elevato di persone con insoddisfazione alimentare. Nel 2025, il rapporto stimava che il 20% degli africani soffrisse di fame, rispetto al 6% in Asia e al 5% in America Latina e nei Caraibi.

La relazione indica che la percentuale globale di persone malnutrite è scesa dall’8,6% nel 2022 al 7,8% nel 2025. Nel 2025, circa 14 milioni di persone in meno rispetto al 2024 e 43 milioni in meno rispetto al 2022 si trovavano in condizioni di fame. Si prevede che nel 2030 la sicurezza alimentare riguarderà tra 510 e 520 milioni di persone in tutto il mondo, e più della metà di esse (56%) si troverà in Africa.


Nel 2025, la percentuale di malnutrizione è stabilizzata al 20%, ma il numero assoluto dei soggetti affetti di fame in Africa ha raggiunto un record di 309 milioni, superando per la prima volta l’Asia. Laborde ha evidenziato che il degrado del suolo interessa circa il 20% delle terre agricole a livello mondiale, con il Sud Asia e l’Africa subsahariana come le aree più colpite. Secondo le stime, invertire il 10% di questo degrado potrebbe ripristinare abbastanza produzione agricola per alimentare annualmente 154 milioni di persone.

Implicazioni delle Crisi in Corso

Prima che gli Stati Uniti e Israele iniziassero un conflitto contro l’Iran, la FAO prevedeva una riduzione a 503 milioni delle persone affette da fame entro il 2030. Tuttavia, la chiusura dello Stretto di Hormuz ha aumentato i costi di energia e fertilizzanti, rallentando quasi sicuramente questo declino.

Tra i paesi africani che hanno registrato i maggiori progressi nella riduzione dell’insicurezza alimentare dal 2022, troviamo Togo, Zimbabwe, Guinea-Bissau, Tanzania e Kenya, grazie a una crescita economica e all’espansione della produzione agricola. Al contrario, la Repubblica Democratica del Congo, il Sudan e la Nigeria mostrano performance particolarmente negative, dovute a conflitti armati persistenti.


Riformare le Politiche per Supportare i Piccoli Agricoltori

Gli esperti sottolineano la necessità di un cambio di rotta nelle politiche agricole. Timothy Wise, ricercatore ed esperto di diritto alimentare, ha avvertito che i cambiamenti climatici sempre più frequenti pongono i contadini africani in condizioni di vulnerabilità. Negli ultimi vent’anni, l’approccio verso una “rivoluzione verde per l’Africa” ha fallito nell’assicurare la sicurezza alimentare, promuovendo la monocultura di mais che dipende eccessivamente da fertilizzanti sintetici.

Wise ha affermato: “Gli agricoltori sono stati resi più vulnerabili alla siccità e alle fluttuazioni del mercato.” È cruciale che i governi africani supportino metodi più efficaci e a basso costo, che migliorino la fertilità del suolo e diversifichino le colture.

Inoltre, Ange-David Baïmey, ricercatore di GRAIN, ha messo in evidenza il rischio di favorire investimenti agricoli su larga scala, che non affrontano i problemi della fame in modo diretto. Ha dichiarato che è essenziale concentrare le politiche sull’agricoltura su piccola scala, permettendo agli agricoltori di accedere a risorse come terra, acqua e semi.


In conclusione, la situazione della sicurezza alimentare in Africa continua a richiedere attenzione e interventi mirati. È fondamentale rivedere le strategie agricole attuali e mettere i piccoli agricoltori al centro delle politiche per costruire un futuro più sostenibile e resiliente. Le misure in atto devono mirare a contrastare le problematiche legate alla fame, assicurando che ogni africano possa accedere a cibo sano e sufficiente.

Fonti: FAO, Mongabay.

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Luigi Salemi: