Proteste contro il progetto nucleare in Kenya
Una recente riunione pubblica in Kenya, riguardante la proposta costruzione di una centrale nucleare, ha sollevato intense proteste tra i residenti. Durante l’incontro svoltosi a Bondo, un comune nella Contea di Siaya, la situazione è degenerata in violenza, causando un ferito e numerosi arresti. La centrale dovrebbe avere una capacità di 2.000 megawatt e sorge nei pressi del Lago Vittoria, area con molteplici interessi economici e ambientali.
I cittadini locali, a partire dal 24 luglio, hanno iniziato a manifestare la loro contrarietà al progetto, urlando “Wadagi”, che in lingua Dholuo significa “ci rifiutiamo”. Dickens Ochieng, avvocato e membro della comunità che ha partecipato alla riunione, ha riferito a Mongabay che un agente di polizia ha sparato a uno dei manifestanti, provocando il panico e una reazione a catena di violenza.
La repressione governativa e la difesa legale
Durante gli scontri, un gruppo di residenti ha risposto lanciando pietre verso le forze dell’ordine, che hanno controbattuto con lacrimogeni. A seguito di questi eventi, 17 persone sono state arrestate e attualmente sono sotto inchiesta per aggressione e per violazioni della Legge keniana sulla prevenzione del terrorismo. Ochieng, che difende legalmente gli arrestati, ha denunciato come ci sia una forte repressione da parte del governo verso chi si oppone al progetto nucleare.
“È fondamentale che la comunità rimanga unita,” ha dichiarato Ochieng. “Le accuse di terrorismo non hanno alcun fondamento rispetto all’incidente e servono soltanto a intimidire.” Considerando le difficoltà economiche della popolazione locale—composta in gran parte da pescatori e piccoli commercianti che vivono con meno di un dollaro al giorno—la questione del pagamento della cauzione è diventata critica. Fino ad oggi, 15 dei 17 arrestati sono stati rilasciati grazie a fondi raccolti dalla comunità, mentre per gli altri la situazione è più complessa.
I costi della cauzione variano tra i 15.000 e i 180.000 scellini kenyoti, equivalenti a circa 116-1.391 dollari. La maggior parte della popolazione non ha un reddito sufficiente per coprire queste spese. Alcuni gruppi, come la Defenders Coalition, sono stati in grado di contribuire al pagamento delle cauzioni più basse.
L’attuale tensione nella regione è sintetizzata nel fatto che in passato, nel maggio 2023, diverse comunità hanno già fatto sentire la loro voce contro la costruzione della centrale nucleare. È emersa anche una petizione online che richiede la sospensione del progetto, mostrando come la popolazione sia molto attenta alle conseguenze ambientali e sociali di tale iniziativa.
Risultati di uno studio pubblicato nel 2023, il Rapporto di Valutazione Ambientale Strategica per il programma nucleare del Kenya, indicano che la regione del Lago Vittoria abbia un elevato rischio di disturbi vulcanici, ritenendo che ciò possa compromettere la sicurezza di una centrale nucleare in quel luogo. Essendo il Lago Vittoria il più grande lago d’acqua dolce in Africa, milioni di abitanti di Kenya, Uganda e Tanzania dipendono da esso per le proprie attività quotidiane, la sicurezza alimentare e l’approvvigionamento idrico.
Il governo del Kenya non ha ancora fornito commenti ufficiali riguardo a questi eventi, né ha risposto alle richieste di chiarimenti da parte della stampa. Nel frattempo, la controversia attorno al progetto nucleare continua a crescere, alimentando tensioni tra le autorità e le comunità locali.
Fonti ufficiali: Mongabay, Kenya Nuclear Power and Energy Agency (NuPEA)
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