Liste d’attesa, male la Sicilia: peggiorano visite ed esami nel primo semestre 2026
La Sicilia arretra sul fronte delle liste d’attesa mentre, nel resto del Paese, i tempi di accesso alle prestazioni sanitarie mostrano segnali di miglioramento. È quanto emerge dal primo Bollettino Agenas sul monitoraggio delle liste di attesa (Numero 0), basato sui dati aggiornati al 30 giugno 2026 e raccolti attraverso la nuova Piattaforma Nazionale delle Liste di Attesa (PNLA).
Nel confronto tra il primo semestre 2025 e quello del 2026, la regione registra un netto peggioramento sia per le prime visite specialistiche sia per gli esami diagnostici, collocandosi tra le poche realtà italiane che non solo non migliorano, ma vedono peggiorare i propri indicatori.
Il dato nazionale migliora, la Sicilia no
A livello nazionale il rispetto dei tempi massimi di garanzia è in crescita. Per le prime visite si passa dal 76,4% del 2025 al 78,5% del 2026, mentre per gli esami diagnostici si sale dall’82,8% all’84,6%.
La Sicilia segue invece una traiettoria opposta. Per le prime visite la quota di prestazioni erogate entro i tempi previsti scende dall’87,2% al 79,7%, con una perdita di oltre sette punti percentuali. Un risultato che inserisce l’Isola nel ristretto gruppo delle regioni in peggioramento insieme ad Abruzzo, Sardegna e Provincia autonoma di Trento.
Anche sul fronte degli esami diagnostici il quadro è negativo: la percentuale passa dal 75,9% al 71,9%, rimanendo ben al di sotto della media nazionale.
Il confronto con le regioni più virtuose
Il divario emerge chiaramente osservando i risultati delle regioni che hanno registrato le migliori performance.
La Basilicata raggiunge il 98,9% di rispetto dei tempi per le prime visite, migliorando dal 92,1% del 2025. Crescono anche le Marche, dal 93,2% al 94,5%, e il Veneto, dal 90,4% al 91,5%.
Tra i progressi più significativi figura la Liguria, che passa dal 63,2% all’82,9%, mentre la Lombardia sale dal 72,3% all’81,8%. Anche la Campania mantiene risultati superiori a quelli siciliani, attestandosi all’84,5%.
La Sicilia, scesa sotto la soglia dell’80%, rientra così tra le aree che il Bollettino individua come maggiormente bisognose di interventi correttivi.
Il problema delle prestazioni programmabili
A incidere sul risultato siciliano è anche il dato relativo alla classe di priorità P, quella destinata alle prestazioni programmabili entro 120 giorni.
Nell’Isola la quota di prescrizioni attribuite a questa categoria diminuisce dal 44,4% al 36,1%. Un valore distante da quello registrato in altre regioni, come Basilicata (87,7%), Campania (84,4%), Molise (75,1%) e Calabria (69,7%).
Secondo Agenas, le differenze regionali nell’assegnazione delle classi di priorità incidono in maniera significativa sulla capacità di rispettare i tempi massimi di attesa.
Le misure della Regione: focus sul SovraCup
Per cercare di ridurre i ritardi, la Regione Siciliana ha puntato sul rafforzamento del SovraCup, il sistema unico regionale di prenotazione.
Per il triennio 2026-2028 sono stati stanziati 6,1 milioni di euro destinati al potenziamento della piattaforma, all’introduzione di assistenti virtuali per ricordare gli appuntamenti ai pazienti e alla consultazione in tempo reale delle disponibilità per le diverse prestazioni.
Tuttavia, la Corte dei Conti ha evidenziato come il solo potenziamento del sistema di prenotazione non sia sufficiente a risolvere il problema delle liste d’attesa senza un parallelo rafforzamento dell’organizzazione sanitaria e delle infrastrutture informatiche.
Nessun dato specifico su Messina
Il Bollettino Agenas presenta un limite importante per i cittadini che intendono conoscere la situazione nei singoli territori.
I dati sono infatti disponibili soltanto a livello regionale e non vengono forniti dettagli per provincia, azienda sanitaria o singola struttura. Non è quindi possibile valutare separatamente la performance dell’ASP di Messina rispetto al quadro complessivo della Sicilia.
Lo stesso documento precisa che la PNLA è un sistema in continua evoluzione e che il perimetro di rilevazione sarà progressivamente ampliato nell’ambito del Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa 2026-2028.
Toscana e Piemonte, i modelli indicati da Agenas
Tra le esperienze considerate più efficaci dal Bollettino figurano quelle di Toscana e Piemonte.
La Toscana ha utilizzato strumenti di intelligenza artificiale per individuare e ridurre le prescrizioni inappropriate nelle visite dermatologiche, limitando l’assegnazione di priorità elevate ai casi non sospetti. L’intervento ha contribuito a migliorare il rispetto dei tempi dal 60,5% al 63,1%.
Il Piemonte ha invece automatizzato la gestione delle agende e il rilascio degli slot disponibili attraverso un sistema di equiparazione delle priorità. In tre anni le prenotazioni in classe B, da garantire entro dieci giorni, sono passate da circa il 50% a oltre il 95%.
Esperienze che Agenas indica come possibili esempi da replicare per migliorare l’efficienza del sistema e ridurre le attese anche nelle regioni che oggi registrano le maggiori criticità, tra cui la Sicilia.
