La crisi idrica che da mesi attanaglia Lipari continua ad aggravarsi, mettendo a rischio la salute pubblica, la qualità della vita dei residenti e il comparto turistico-ricettivo, principale motore economico dell’isola. Quella che inizialmente appariva come una difficoltà temporanea si è ormai trasformata in una vera e propria emergenza strutturale, con pesanti ripercussioni sulla quotidianità della popolazione.
I rubinetti a secco non rappresentano più un episodio occasionale, ma una condizione ricorrente che costringe cittadini e attività commerciali a fare i conti con continue interruzioni dell’erogazione dell’acqua potabile. Una situazione che compromette non solo le normali attività domestiche, ma anche il rispetto delle basilari norme igienico-sanitarie.
Particolarmente critica la situazione in alcune frazioni dell’isola. A Pirrera, ad esempio, secondo quanto segnalato dai residenti, l’acqua proveniente dalla rete idrica sarebbe stata distribuita una sola volta nell’ultimo mese, costringendo molte famiglie a ricorrere a soluzioni alternative per soddisfare i bisogni quotidiani.
Dissalatore sotto accusa e richieste urgenti alla Regione
Alla base dell’emergenza vi sarebbero le prestazioni insufficienti del dissalatore dell’isola. Dall’1 gennaio 2026 a oggi, i quantitativi di acqua prodotti e distribuiti risultano inferiori di circa 70 mila metri cubi rispetto agli anni precedenti, determinando un deficit che le attuali forniture non riescono a compensare.
Per tentare di arginare la crisi, il sindaco di Lipari, Riccardo Gullo, ha chiesto con urgenza al Dipartimento regionale dell’Acqua l’invio straordinario di navi cisterna in grado di garantire un approvvigionamento supplementare. Tuttavia, secondo quanto riferito dall’amministrazione comunale, le risposte finora ottenute non sarebbero sufficienti a colmare il grave fabbisogno dell’isola.
Di fronte a una situazione che continua a peggiorare, la protesta si sta spostando anche sul piano istituzionale e giuridico. A nome della comunità liparese, il commercialista ed ex amministratore locale Giuseppe Subba ha formalizzato una richiesta di intervento urgente indirizzata alle massime autorità nazionali e regionali.
Nella sua iniziativa richiama la Legge Costituzionale n. 2 del 7 novembre 2022, che ha introdotto il principio di insularità nella Costituzione italiana, prevedendo interventi finalizzati a rimuovere gli svantaggi derivanti dalla condizione geografica delle isole.
L’obiettivo è ottenere misure immediate che consentano di garantire ai cittadini di Lipari un servizio essenziale come l’acqua potabile, evitando che una crisi ormai cronica continui a compromettere diritti fondamentali e prospettive di sviluppo per l’intero territorio.