L’incidente delle iene in Nepal svela l’epidemia di disinformazione online in crescita.
Repercussioni a Lungo Termine della Misinformazione
L’effetto negativo della disinformazione non è sempre immediatamente visibile, ma ha conseguenze a lungo termine sulla fiducia nei media e sulla responsabilità. Deepak Khanal, portavoce del Press Council Nepal, ha segnalato un aumento significativo delle lamentele riguardanti contenuti ingannevoli pubblicati nei media tradizionali e digitali. Negli ultimi cinque mesi, il consiglio ha ricevuto oltre 130 segnalazioni in merito.
I leader di opinione sono divisi su come affrontare questa sfida. Al congresso di Kathmandu, Ajay Bhadra Khanal, consigliere principale del governo provvisorio, ha affermato che l’introduzione di leggi più severe potrebbe non essere sufficiente a combattere la disinformazione. Le manifestazioni della Generazione Z e le risposte governative sui social media evidenziano la necessità di un approccio basato sull’alfabetizzazione digitale.
Ujjwal Acharya, ricercatore del Center for Media Research Nepal, ha sottolineato l’importanza di adottare misure che vadano oltre semplici leggi. “Abbiamo bisogno di alfabetizzazione mediatica e informativa che rafforzi i media attraverso consapevolezza e risorse”, ha affermato, enfatizzando la necessità di investimenti nella verifica dei fatti.
Necessità di Regolazione Mirata
Altri esperti suggeriscono che il Nepal ha bisogno di meccanismi legali chiari e mirati per affrontare la disinformazione. Funzionari come Thapa hanno sottolineato la necessità di leggi e regolamenti specifici per combattere la disinformazione nei media nazionali e sociali. Attualmente, i casi di disinformazione vengono segnalati al Cyber Bureau della Polizia del Nepal, il quale prioritizza i crimini penali, ignorando spesso le notizie false non legate a danni immediati.
L’articolo 47 della Legge sulle Transazioni Elettroniche (ETA) prevede misure contro le false informazioni, ma Awasthi, portavoce del Cyber Bureau, ha affermato che sarebbe necessaria una legge specifica per regolamentare tutti gli aspetti della disinformazione e della disinformazione, affiancata da investimenti in risorse umane capaci di utilizzare strumenti di verifica.
La legge ETA è stata criticata dal pubblico per essere utilizzata come strumento di censura, limitando la libertà di espressione. Sotto questo paradigma, il governo ha vietato 26 piattaforme di social media, scatenando le proteste anti-corruzione della Generazione Z nel settembre 2022.
Con l’aumento dell’uso dei social media, è essenziale che qualsiasi risposta legale o politica sia in linea con la libertà di stampa e di espressione. “Con l’avanzamento della tecnologia, l’accesso alla disinformazione è diventato più facile,” ha concluso Acharya, “e abbiamo bisogno di meccanismi rigorosi che siano giusti e democratici.”
Fonti ufficiali:
- Center for Media Research Nepal
- National Trust for Nature Conservation Nepal
- Press Council Nepal
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