“Mente quando dice che la sua parte politica apprezza il reddito di cittadinanza, proprio mentre tutte le forze che lo sostengono lo vogliono abolire e lo bollano come “cultura assistenzialista”, “metadone di stato”, “paghetta offensiva”, “soldi rubati da chi non fa una mazza”.
Per non parlare di Schifani che proprio davanti a Lagalla ha definito “parassita” chi percepisce il reddito di cittadinanza. Il reddito di cittadinanza è una misura perfettibile ma fondamentale in questo momento di grande crisi economica e di avanzamento della povertà. Inoltre, allo stesso modo, mente quando dice di non volere i voti dei mafiosi.
C’era un modo di dirlo, lanciando un messaggio inequivocabile, non accettare pubblicamente l’appoggio dei condannati per reati connessi alla mafia Cuffaro e Dell’Utri. Invece con il primo si sono abbracciati sul palco. Il secondo è bastato facesse un endorsement nei suoi confronti dall’hotel delle Palme perché si ritirassero 4 candidati del centro destra. E lui non mi pare proprio abbia mai rifiutato questo gradimento”, aggiunge.
“Lagalla è appoggiato da una accozzaglia litigiosa che non fa altro che impegnarsi in nomine e spartizioni di ruoli e poltrone che non avranno mai proprio perché non sta producendo neanche una proposta per Palermo, che ha fame di concretezza e impegni reali”.
“Infatti, è nella massima coesione che io e la coalizione che mi sostiene stiamo elaborando e proponendo interventi e modalità di governo che piacciono ai cittadini: abbiamo messo al centro la partecipazione e competenze, lasciando fuori tutti insieme ogni ombra e oscurità di dubbia provenienza”.