Leopardi dell’Africa occidentale in via di estinzione mostrano segni di ripresa: una vittoria importante.

Leopardi dell’Africa occidentale in via di estinzione mostrano segni di ripresa: una vittoria importante.

Minacce alla Sicurezza e Strategie di Conservazione

Oltre alle sfide ambientali, le minacce provenienti dai bracconieri sono in aumento in tutta l’Africa, dove i leopardi vengono cacciati per la loro pelle e altre parti del corpo, alimentando il mercato nero della fauna selvatica in Africa e nel sud-est asiatico. La crescente domanda di amuleti realizzati con piccole quantità di pelle di leopardo in Africa occidentale aggrava ulteriormente la situazione.

Il Parco Pendjari, parte del complesso W-Arly-Pendjari, è un sito Patrimonio dell’Umanità. Con 27.000 chilometri quadrati, è una delle più grandi aree di conservazione dell’Africa occidentale e un rifugio fondamentale per numerose specie a rischio di estinzione.

Contro il contesto di insicurezza, African Parks mantiene una forte presenza di ranger e unità anti-bracconaggio supportate dalle forze armate beninesi e da sorveglianza aerea. Durante gli ultimi anni, il team ha lavorato instancabilmente per ripristinare l’habitat, aumentare le popolazioni di prede e gestire le fonti d’acqua vitali nel parco.

Risultati Positivi e Collaborazione con le Comunità Locali

Il team ha avviato sondaggi biennali con trappole fotografiche per monitorare la popolazione di leopardi. Nonostante la situazione di insicurezza, è stato possibile osservare un aumento della densità dei leopardi, passando da 0,62 a 2,08 leopardi per 100 km². Anche se questo incremento è modestamente significativo, Drouilly sottolinea che è una notizia positiva considerando la rarità di questi felini nella regione.

Il successo nella comunità di engagement, misurato attraverso l’Indice di Conservazione della Comunità, è salito all’81% nel 2025. Questo è un risultato incoraggiante che indica un cambiamento nella percezione e nel supporto della comunità locale per le iniziative di conservazione.

Nonostante gli progressi, ci sono preoccupazioni per la scarsa presenza di cuccioli, che potrebbe indicare problematiche nella riproduzione.

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