Le zanzare della Foresta Atlantica del Brasile prediligono il sangue umano

Lo studio sull’alimentazione delle zanzare nell’Atlantico brasiliano

Con il progressivo abbattimento delle foreste e la perdita di habitat, le zanzare stanno cercando nuove fonti di nutrimento. Un recente studio condotto nella Foresta Atlantica del Brasile, considerato un hotspot globale di biodiversità, ha rivelato un fatto preoccupante: le zanzare mostrano una chiara preferenza per il sangue umano. Il ricercatore principale, Jeronimo Alencar, biologo presso l’Istituto Oswaldo Cruz di Rio de Janeiro, ha sottolineato l’importanza di questa scoperta.

Per arrivare a queste conclusioni, gli scienziati hanno raccolto 1.714 zanzare in due riserve della Foresta Atlantica nello stato di Rio de Janeiro. Poiché solo le femmine mordono per nutrirsi e ovulare, i ricercatori si sono concentrati sulle 145 femmine che avevano già ingurgitato sangue. Di queste, sono state analizzate 24, la cui origine del sangue è stata identificata tramite analisi del DNA.


Le implicazioni sanitarie della preferenza per il sangue umano

Il risultato è allarmante: il 75% dei campioni analizzati ha rivelato che le zanzare avevano succhiato sangue umano. Gli altri campioni provenivano da sei specie di uccelli, un anfibio, un canide e un topo. Alcune zanzare avevano addirittura alimentato da più di un ospite, combinando il sangue umano con quello di altre specie, come anfibi e uccelli. Questo fattore aumenta il rischio di trasmissione di malattie.

Secondo i ricercatori, la predilezione delle zanzare per il sangue umano è legata alla decimazione delle popolazioni di animali selvatici, causa della deforestazione e dell’alterazione dell’habitat. Sérgio Lisboa Machado, co-autore dello studio e ricercatore presso l’Università Federale di Rio de Janeiro, ha affermato che quando le popolazioni di vertebrati diminuiscono, le zanzare si spostano in cerca di nuove fonti di sangue, trovando nel sangue umano una risorsa accessibile.


La situazione attuale della Foresta Atlantica

In passato, la Foresta Atlantica copriva circa 1,3 milioni di chilometri quadrati lungo la costa est del Brasile, estendendosi fino all’Argentina, un’area più grande del Perù. Oggi, meno del 30% di questa foresta rimane intatta, con molti ecosistemi frammentati e circondati da insediamenti umani, coltivazioni agricole e strade. Questo degrado non solo minaccia la biodiversità ma crea anche situazioni favorevoli per la proliferazione di zanzare.

La perdita di habitat provoca un incremento del rischio di malattie infettive poiché le zanzare sono veicolo di patologie zoonotiche, tra cui malaria, febbre gialla, virus Zika e dengue, che causano annualmente quasi un milione di vittime umane in tutto il mondo. Al tempo stesso, l’aumento delle temperature legato ai cambiamenti climatici crea condizioni più favorevoli per la proliferazione delle zanzare, permettendo loro di invadere nuove aree.


Prossimi passi per la ricerca

Alla luce di questi eventi, i ricercatori avvertono che è fondamentale condurre ulteriori studi per approfondire come la deforestazione e la perdita di habitat influiscano sulle scelte alimentari delle zanzare e sulle conseguenze per la salute pubblica. Le evidenze emergenti suggeriscono che la disgregazione degli ecosistemi naturali abbia ripercussioni dirette, non solo sulla fauna selvatica ma anche sulle popolazioni umane, amplificando i rischi sanitari?

Il monitoraggio delle popolazioni di zanzare e la comprensione delle loro abitudini alimentari potrebbero essere essenziali per prevenire future epidemie e mettere in atto strategie di risposta efficace. La cooperazione tra scienziati, istituzioni sanitarie e autorità ambientali verrà rivelata cruciale per affrontare questa sfida.


Per maggiori dettagli su questo studio, è possibile consultare le fonti ufficiali e i report della rivista scientifica in cui è stato pubblicato. Restare informati è essenziale per comprendere l’importanza della conservazione degli ecosistemi e per tutelare la salute delle persone.

Fonti: Mongabay, National Center for Biotechnology Information.

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Luigi Salemi: