Le specie invasive che stanno cambiando il Mediterraneo: una nuova sfida per l’ecosistema marino
Il Mar Mediterraneo è uno degli ecosistemi più ricchi e allo stesso tempo più vulnerabili del pianeta. Negli ultimi decenni, però, ha subito trasformazioni profonde a causa dell’arrivo di numerose specie invasive, organismi provenienti da altri mari o oceani che si sono adattati rapidamente alle acque mediterranee. Il loro impatto è sempre più evidente: modificano gli equilibri naturali, competono con le specie autoctone e in alcuni casi alterano interi habitat.
Dal Mar Rosso all’Atlantico: come arrivano le specie aliene
Una delle principali vie di ingresso è il Canale di Suez, attraverso cui specie provenienti dal Mar Rosso migrano nel Mediterraneo in un fenomeno chiamato “migrazione lessepsiana”. A questo si aggiungono il traffico navale, le acque di zavorra delle navi e, in alcuni casi, il rilascio accidentale o volontario di organismi in ambienti non nativi.
Tra le specie più note figura il pesce palla maculato (Lagocephalus sceleratus), altamente tossico e ormai diffuso in diverse aree del Mediterraneo orientale e centrale. La sua presenza rappresenta un rischio sia per la pesca che per la sicurezza alimentare.
Un altro esempio è il granchio blu (Callinectes sapidus), originario delle coste atlantiche americane, che si è diffuso rapidamente in diversi tratti costieri, compresa l’Italia. Questo crostaceo è estremamente competitivo e può ridurre drasticamente le popolazioni di molluschi locali.
