Le fattorie sudamericane dipendono, in parte, da un Amazon sano e vitale.

Il Ruolo Cruciale dell’Amazzonia nel Clima Globale

L’Amazzonia non è solo un serbatoio di carbonio, ma funge anche da importante fonte di umidità atmosferica, contribuendo a mantenere le precipitazioni in gran parte del Sud America. Uno studio recente pubblicato su *Nature* ha rivelato che la deforestazione abbassa la soglia di riscaldamento oltre la quale vaste aree dell’Amazzonia potrebbero perdere stabilità. Le recenti siccità, le condizioni di El Niño e il rischio di incendi evidenziano perché le foreste degradate siano meno capaci di resistere allo stress climatico e di recuperarsi successivamente. Proteggere le foreste intatte, restaurare le aree degradate e ridurre il rischio di incendi sono diventate priorità fondamentali per la resilienza climatica, la biodiversità e il sistema alimentare del Sud America.

L’Amazzonia viene spesso descritta in termini di quantità di carbonio immagazzinato, ma sposta anche enormi volumi d’acqua. Gli alberi assorbono umidità dal suolo e la rilasciano nell’aria attraverso il processo di traspirazione. Una parte della pioggia raccolta dalla chioma evapora di nuovo nell’atmosfera, creando un sistema di umidità che beneficia anche di altre regioni più lontane. In molte zone del Sud America, la foresta sostiene le precipitazioni, l’agricoltura, l’energia idroelettrica e le forniture idriche urbane.


Impatto della Deforestazione e Risultati di Studi Recenti

Secondo l’articolo di Nico Wunderling e colleghi, il ruolo idrologico dell’Amazzonia ha un’importanza cruciale nella sua funzione climatica. Utilizzando un modello di sistemi dinamici e traccia di umidità atmosferica, i ricercatori hanno stimato come la deforestazione e il riscaldamento interagiscano all’interno del bacino. Senza deforestazione, il loro modello prevede una soglia critica di riscaldamento globale di circa 3,7-4,0 gradi Celsius, oltre la quale fino a un terzo della foresta amazzonica rischia di perdere stabilità. Includendo la deforestazione, il rischio cresce notevolmente a livelli di riscaldamento più bassi: con una deforestazione del 22%-28% del bioma e un riscaldamento di 1,5-1,9 gradi Celsius, il modello prevede una quasi transizione di sistema che potrebbe colpire il 62%-77% della foresta.

Questi dati sono da considerare con cautela, poiché l’Amazzonia non è un’unità ecologica unica. Le foreste occidentali, meridionali, quelle allagate, le foreste upland, quelle secondarie e i bordi danneggiati da incendi presentano differenze in termini di composizione di specie, precipitazioni, suoli e tolleranza alla siccità. Anche se il modello non può catturare ogni risposta locale, mette in evidenza una relazione importante: la perdita di foreste indebolisce il riciclo d’acqua, contribuendo a una maggiore vulnerabilità alle ondate di calore e alla siccità.


La condizione della foresta è quindi tanto importante quanto la sua estensione. Un’Amazzonia più integra affronta la siccità con una maggiore copertura della chioma, maggiore umidità, radici più profonde e meno luoghi vulnerabili agli incendi. Al contrario, una foresta degradata si presenta con chiome più sottili e più expose a incendi, rendendosi meno capace di recuperare. I cambiamenti climatici aumentano la siccità e lo stress termico in tutto il bacino, e la degradazione rende le foreste colpite meno in grado di riprendersi.

Le siccità del 2023 e 2024 sottolineano che il tempo di recupero sta diventando una preoccupazione centrale. Uno studio del 2026 ha utilizzato osservazioni radar a lungo termine per misurare l’umidità forestale durante questi eventi. Nelle foreste amazzoniche intatte, il segnale radar è sceso ai livelli più bassi dal 1992, e più di un quarto dei pixel forestali analizzati ha registrato il minimo degli ultimi tre decenni, soprattutto nell’area orientale dell’Amazzonia.

Secondo questo studio, meno della metà delle aree colpite potrebbe recuperare alle condizioni pre-siccità sette anni dopo l’evento. Questa scoperta è cruciale perché le aree già danneggiate da incendi, disboscamenti o frammentazione sono aggravatamente vulnerabili.


Previsioni attuali sul fenomeno di El Niño rendono queste preoccupazioni ancora più pertinenti. In alcune parti dell’Amazzonia, El Niño è associato a condizioni più calde e secche. Mentre gli incendi e la deforestazione sono alimentati anche da pressioni economiche e politiche, l’effetto più diretto di El Niño è quello di aumentare il rischio di incendi in paesaggi già degradati.

Durante gli anni secchi, gli incendi appiccati per gestire le aree pascolive sono più propensi a sfuggire al controllo. Quando il fuoco entra nella foresta, può muoversi attraverso il sottobosco, uccidendo lentamente gli alberi. Sebbene gran parte di questo danno possa non apparire immediatamente nelle statistiche sulla deforestazione, esso riduce la capacità di stoccaggio di carbonio e frammenta l’habitat, rendendo le future siccità ancora più dannose.

Un altro studio del 2026 ha evidenziato che la deforestazione amazzonica influisce sulle precipitazioni e sulle rese di soia in Brasile. Gli autori hanno scoperto che l’evaporazione degli alberi contribuisce circa un terzo delle precipitazioni durante la stagione di crescita negli stati produttivi di soia.


La protezione dell’Amazzonia è fondamentale non solo per il clima, ma anche per la sicurezza alimentare. Salvaguardare le foreste contribuisce alla mitigazione climatica e alla resilienza dei sistemi alimentari sudamericani. È necessario anche restaurare le aree degradate, ridurre gli incendi e garantire la protezione delle aree territoriali gestite da comunità indigene.

La restaurazione, comunque, deve andare oltre il semplice rimboschimento. Deve includere la chiusura della copertura, il ripristino delle specie native e la riduzione della vulnerabilità agli incendi.

Molte delle politiche necessarie esistono già sulla carta, come la protezione delle aree e dei territori indigeni, ma serve un finanziamento duraturo e un’applicazione coerente delle leggi forestali. Gli agricoltori necessitano di supporto tecnico per aumentare la produzione su terreni già disboscati.

In un contesto di aumento della temperatura globale, è fondamentale che l’Amazzonia rimanga stabile, evitando la deforestazione e controllando gli incendi, per preservare non solo il clima ma anche i sistemi di precipitazione che sostengono una delle maggiori regioni agricole del mondo.

Fonti ufficiali:

– Bai, H. et al. (2026). “Unprecedented Amazonian rainforests damage during the 2023–2024 droughts.” Proceedings of the National Academy of Sciences.
– Wonderling, N. et al. (2026). “Deforestation-induced drying lowers Amazon climate threshold.” Nature.

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Luigi Salemi: