Le città selvagge: riscoprire l’importanza della natura nei contesti urbani.

Scoprire la Natura Nascosta di Delhi

Nel suo imminente libro, “My Wild City: Finding Nature, Meaning, and Hope in India’s Capital,” la biologa della conservazione Neha Sinha invita i lettori a esplorare gli ecosistemi nascosti e meno noti della capitale indiana. Sebbene l’opera descriva magistralmente la biodiversità di Delhi, il vero punto di forza risiede nella connessione emotiva che Sinha stabilisce con il lettore attraverso storie potenti della sua vita personale.

Durante un episodio del Mongabay Newscast, Sinha sottolinea che la natura nelle città non è solo importante per la salute degli ecosistemi, ma è fondamentale per la vita emotiva di tutti noi. La sua esperienza personale, come quella di prendersi cura di un padre malato e la scoperta del suo albero preferito, il semal (Bombax ceiba), rimarca questo aspetto. Di fronte a un’imminente emergenza familiare, il contatto con la natura si rivela rigenerante: «In queste situazioni difficili, guardare un albero ti ripristina», afferma Sinha.

La relazione tra esseri umani e natura diventa ancora più evidente all’indomani dei severi lockdown per il COVID-19. In quel periodo di isolamento e incertezza, molti hanno riscoperto il legame con la natura. “Ciò ha dato vita a un movimento chiamato ‘birdwatching dal balcone'”, racconta Sinha. Chi avrebbe mai pensato che guardare gli uccelli dal proprio balcone potesse fornire un senso di connessione e tranquillità in un momento così difficile? L’alto numero di persone che hanno iniziato a osservare gli uccelli dimostra come la natura possa offrire conforto nei momenti di crisi.

Nel suo libro, Sinha racconta anche della Yamuna, il fiume che attraversa Delhi, un tempo habitat di delfini, ora fortemente inquinato. Attualmente, ci sono sforzi in corso per “rivalutare” il fiume e restaurarne l’immagine nella mente dei cittadini. Per Sinha, la rinascita degli ecosistemi deve passare attraverso il riconoscimento e la valorizzazione degli abitanti di Delhi. Questo ci porta a considerare come la consapevolezza della natura possa influenzare non solo le decisioni politiche, ma anche la vita quotidiana delle persone.

La Simbiosi tra Umanesimo e Natura

Per Sinha, è chiaro che la crisi ecologica è anche una crisi sociale. Già durante la pandemia, ci si è resi conto che la gente comune, nonostante la mancanza di azioni politiche, ha iniziato a riconoscere l’importanza della natura. L’aumento dei percorsi di hiking urbano e del birdwatching, come fenomeni globali, è un chiaro segno di questo cambiamento da parte dei cittadini. “C’è stata una rivoluzione silenziosa nel documentare il mondo naturale”, afferma.

“Non c’è mai stato un momento migliore per impegnarsi con la natura,” dice Sinha. Quali possono essere le implicazioni di questa “rivoluzione silenziosa” per le politiche di conservazione? La consapevolezza ambientale sta crescendo, ma resta da vedere se questa tendenza si tradurrà in azioni politiche concrete. Gli interessi economici e il conservatorismo politico rappresentano sempre una sfida.

Eco-Resistenza e Attivismo

La questione della sicurezza delle donne in spazi pubblici è un altro aspetto cruciale affrontato da Sinha. In diversi passaggi del libro, emerge il tema dell’esclusione e della marginalizzazione, rivelando che l’interesse per il birdwatching e per la natura può diventare un atto di resistenza. Sinha racconta di quando, durante un’uscita con la collega Valari, un guardiano ha messo in discussione la loro presenza e l’utilizzo dei binocoli, un gesto che rappresenta un’autorità spesso disinteressata alle passioni altrui. “Perché siamo qui? Perché amiamo semplicemente la natura,” risponde Sinha.

Questa esperienza sottolinea l’importanza di rivendicare i propri spazi e di farsi sentire. La natura diventa allora uno strumento di giustizia personale. “La gioia è la giustizia che diamo a noi stessi,” scrive Sinha, sottolineando il potere dell’esplorazione e della meraviglia.

Riscoprire la Biodiversità Locale

Sinha esorta il lettore a riflettere sulla biodiversità locale e sull’importanza di apprezzare le piante e gli alberi nativi. La decolonizzazione della mente e dell’estetica è un passo fondamentale verso una maggiore consapevolezza ecologica. “Dekolonizzare significa anche riconoscere la vera diversità di una foresta nativa e imparare a mimare quella diversità,” scrive. La richiesta è di sostenere le azioni locali per preservare la biodiversità e promuovere il benessere degli ecosistemi.

Secondo WWF India, è vitale preservare la biodiversità locale, non solo per proteggere l’ecosistema, ma anche per garantire che le comunità locali abbiano accesso a risorse naturali essenziali. L’invito è ad abbracciare le piante locali, che sono altrettanto meritevoli di apprezzamento quanto quelle più ornamentali, ma spesso considerate “poco attraenti” a causa delle loro caratteristiche native.

Conclusione

“My Wild City” di Neha Sinha non è solo un libro sulla biodiversità di Delhi, ma un invito a connettersi emotivamente con la natura. Attraverso le sue esperienze personali, l’autrice invita non solo a riflessioni sul nostro legame con l’ambiente, ma anche a un impegno attivo per il recupero e la valorizzazione degli spazi naturali. La nascita di un movimento per la conservazione e la rivalutazione del nostro mondo naturale inizia proprio dalla consapevolezza e dall’impegno individuale.

Fonti ufficiali:

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Luigi Salemi: