Le autorità indonesiane usano leggi per zittire difensori ambientali e indigeni.
Il rapporto, basato su 69 interviste condotte con comunità indigene, abitanti del villaggio, ambientalisti e avvocati, riporta come le forze dell’ordine e i pubblici ministeri facciano ricorso a disposizioni vaghe del Codice Penale per accusare gli attivisti di diffamazione, tradimento, minaccia di violenza e addirittura “diffusione del comunismo”, al fine di silenziare le proteste sui danni ambientali.
Il documento evidenzia come le autorità facciano frequentemente uso di legislazioni come la Legge sulle Piantagioni, la Legge Mineraria e della Creazione di Lavoro, e la Legge sulla Prevenzione della Distruzione delle Foreste contro i critici locali. In un caso emblematico, la polizia ha arrestato James Watt, un agricoltore indigeno Dayak in Central Kalimantan, dopo che una società di palma da olio lo ha accusato di furto, sostenendo che avesse incitato gli abitanti del villaggio di Penyang a “racimolare” frutti di palma da una concessione di 117 ettari (289 acri) disputata. Watt ha assistito i villaggi di Penyang nella difesa dei loro diritti fondiari contro la società di olio di palma.
