L’arte rupestre svela il legame ancestrale tra l’umanità e la biodiversità.

L’arte rupestre svela il legame ancestrale tra l’umanità e la biodiversità.

Tra i popoli San dell’Africa meridionale, le tradizioni di arte rupestre continuano a essere tra le più simbolicamente ricche del mondo. Gli animali, come gli antelopi e gli eland, sono rappresentati con straordinaria cura e dinamismo. Gli studiosi sostengono da tempo che molte di queste immagini riflettono non solo le preoccupazioni legate alla sussistenza, ma anche credenze spirituali e metafisiche, prevalentemente relative a trance, guarigione e permeabilità tra regni umano e animale. Gli animali raffigurati non erano semplicemente prede; erano esseri di potere, significato e mistero. Dipingerli ripetutamente e con tanta attenzione suggerisce una relazione di dipendenza intrecciata con il rispetto.

L’arte rupestre del Plateau Ennedi in Ciad offre un’altra prospettiva. Qui, bovini, fauna selvatica e figure umane popolano vaste gallerie di arenaria in un paesaggio ora arido ma un tempo ecologicamente rigoglioso. I dipinti testimoniano non solo un ambiente scomparso, ma anche un evidente rispetto pastorale per gli animali che sostenevano la vita. I dettagli e la cura con cui i bovini venivano resi su pietra dimostrano che erano più di semplici asset economici; erano centrali per l’identità sociale, lo status e la cosmologia.


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